Lavori post alluvione a Barcellona, 6 richieste di rinvio a giudizio

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Lavori eseguiti senza autorizzazione del Genio civile, in violazione delle leggi. Subappalti illegali e una ditta sottoposta a sequestro a cui sono stati affidati alcuni lavori a Barcellona Pozzo di Gotto. L’inchiesta avviata per le presunte irregolarità nei lavori eseguiti dopo l’alluvione del novembre 2011, ha portato a sei richieste di rinvio a giudizio. Uno è stato recapitato all’ingegnere Carmelo Perdichizzi, 59 anni, capo servizio dell’ufficio ambiente del Comune di Barcellona. Sarebbe stato lui a consentire di effettuare il subappalto illegale per il ripristino della rete fognaria realizzata nell’alveo del torrente Patrì in assenza delle necessarie autorizzazioni di demanio e genio civile. Inoltre il tecnico non avrebbe fatto i controlli necessari in quanto una delle imprese a cui sono stati affidati i lavori era sottoposta a sequestro di beni per sospetta ingerenza della criminalità organizzata. E’ stato chiesto il rinvio a giudizio anche per Giovanni Torre, 40enne di Terme Vigliatore, titolare dell’impresa sottoposta all’epoca al controllo di un amministratore giudiziario che ha effettuato i lavori con i mezzi sequestrati. I provvedimenti hanno raggiunto anche chi ha lavorato materialmente nel torrente: Domenico Gullo, 62enne di Barcellona; Roberto Rizzo, 46enne di Terme Vigliatore; Giuseppe Catalfamo, 52 anni e Silvio Triolo, 29 anni, entrambi di Castroreale. Questi ultimi dovranno rispondere di tentato furto in concorso ai danni del demanio statale per aver tentato di impossessarsi di materiale inerte del Patrì. A loro si contesta anche di aver modificato lo stato dei luoghi dell’alveo e di aver creato due discariche abusive. I sei imputati dovranno comparire davanti al giudice per le indagini preliminari, Anna Adamo, nell’udienza del prossimo 11 giugno.