Assoluzione confermata per Ricca

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Dopo l’assoluzione in primo grado, giunge anche la conferma della Corte d’appello di Messina dell’estraneità ai fatti contestati a carico dell’ex sindaco di San Fratello, Giuseppe Ricca e della sua giunta, accusati di voto di scambio e abuso d’ufficio in occasione delle amministrative del 2003 nel centro nebroideo. A Novembre del 2010 il tribunale di Patti aveva assolto gli imputati Giuseppe Ricca e i cinque componenti della sua giunta, Calogero Carcione, Maria Teresa Carroccio, Benedetto Cracò, Maria Luisa Artale e Benedetto Marino perché il fatto non sussiste, oggi è quindi arrivata anche la sentenza di secondo grado che nei fatti chiude, undici anni dopo, la vicenda giudiziaria legata all’annunciata realizzazione a San Fratello di una centrale energetica a biomassa, con conseguente assunzione di 20 giovani. Il giudizio iniziato nel 2006, partì a seguito di un esposto presentato dal gruppo d’opposizione “Vivere a San Fratello”, sfidante di Ricca alle elezioni amministrative del 2003, che denunciò presunti fatti di voto di scambio, in particolare l’assunzione, attraverso la società Siriana, di venti giovani in vista della promessa realizzazione della centrale a biomassa. Secondo i denuncianti sarebbero stati fatti firmare ai giovani anche i contratti di lavoro. Già in sede di primo grado, però, i legali della difesa, Massimiliano Fabio e Pippo Mancuso, erano riusciti a dimostrare l’insussistenza delle accuse. Le centrale a biomasse, infatti, non fu più costruita a San Fratello per intoppi di natura burocratica e la società Siriana, poi andata incontro al fallimento, decise di trasferire l’impianto a Troina. Questa tesi è stata quindi confermata dalla corte d’appello messinese, presidente Faranda, a latere Murone e Tripodi, che confermando la sentenza di primo grado hanno dichiarato parzialmente inammissibile l’appello proposto dalla parte civile, l’ex sindaco Sidoti Pinto, difeso dall’avv. Benedetto Palazzo.“Ho sempre dichiarato la mia estraneità ai fatti – afferma Ricca – ed ho affrontato con serenità il procedimento penale. In quest’occasione voglio ribadire la mia amarezza nel non essere riuscito a realizzare il sogno di dare occupazione a tanti giovani del mio paese per intoppi burocratici e politici”.