Consorzio autostrade, l’inchiesta si allarga

0
38
Morosito

Progettazioni, lavori svolti ma anche quelli mai realizzati. C’è l’intera gestione del Consorzio Autostrade Siciliane nel calderone della nuova inchiesta avviata sulla rete autostradale nell’isola ed affidata alla Direzione Investigativa antimafia. Gli inquirenti hanno già passato al setaccio 500 chilometri tra la A18 e la A20, ovvero la Messina-Catania e la Messina-Palermo. Ma c’è già molto nel fascicolo aperto dal procuratore aggiunto di Messina Sebastiano Ardita, che vuole veder chiaro su tutto quello che il Cas ha programmato, progettato e realizzato lungo la rete in questi ultimi anni. In concreto gli agenti della Dia stanno svolgendo una serie di accertamenti per i lavori eseguiti nel triennio 2010-2011-2012, ma anche su tutti i lavori eseguiti in quegli anni. Oltre a tutta una serie di sopralluoghi gli uomini della Dia hanno anche effettuato una serie di acquisizioni di atti, non soltanto nella sede del Cas di Messina ma anche in altri uffici pubblici siciliani, e hanno ascoltato nella qualità di “persone informate dei fatti” praticamente quasi tutti i dipendenti del Consorzio.
Per quel che riguarda i gruppi di progettazione e le relative parcelle, è abbastanza facile prevedere che gli investigatori della Dia si stiano concentrando su eventuali “rivoli” di denaro pubblico che potrebbero essere finiti, in mani sbagliate.