Milazzo. L’amministrazione Pino insorge: «Basta bugie!».

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Con riferimento alle continue prese di posizione in consiglio comunale e negli uffici municipali con richieste continue di documenti, l’Amministrazione comunale di Milazzo ha diramato la seguente nota.

“E’ sempre più difficile continuare a rimanere in silenzio di fronte ad atteggiamenti e comportamenti che superano qualsiasi limite di decenza politica. Stia tranquillo il presidente del Consiglio e lo siano anche quei consiglieri che non sanno che strada intraprendere per porre fine a questa legislatura. Dall’imbarazzo saranno tolti dalla  Suprema Corte di Cassazione che emetterà sentenza su fatti che incideranno definitivamente sulla ormai famosa vicenda Milazzo. A sentenza avvenuta , qualora favorevole alle tesi sostenute, questa  Amministrazione continuerà la propria opera di risanamento e rigenerazione della città. In caso contrario lascerà senza ulteriore perdita di tempo, al consiglio e a chi ci sostituirà nella guida cittadina il compito di gestire il Comune di Milazzo come riterranno più opportuno, assumendosene le responsabilità.

Le false affermazioni dei consiglieri continuano imperterrite a comparire ogni giorni sulle pagine dei giornali e sui siti on line oltre che essere registrate in aula consiliare. In barba alla legge ed in continuo perpetrare di sospetti nel tentativo di screditare l’attività di questa amministrazione, si parte dalla confusione più totale tra Decreto legge 35/2013 e fondi salva comune come se le due norme fossero la stessa legge. Una confusione voluta, perchè ci rifiutiamo di credere che consiglieri addirittura abilitati revisori contabili possano commettere errori così enormi. Voluta per creare confusione nell’opinione pubblica che, ben lontana dalle normative regolamentari, si vede invasa di notizie false. Il fango gettato a più riprese in maniera diretta ed anche indiretta fa emergere chiaramente l’odio, non certamente politico, nei confronti di chi ha chiuso una “combine” politica durata dieci anni che sono i peggiori dall’Unità d’Italia ad oggi per la nostra città.

Consiglieri comunali che professano il loro credo politico di sinistra che vanno a caccia di streghe ma non dicono una parola sul lavoro svolto da questa amministrazione per la lotta all’evasione, per l’aver cancellato privilegi contenuti nei regolamenti a beneficio di alcune classi ben individuate e certamente agiate inserendo invece norme volte a garantire dignità ai disoccupati, ai pensionati mono reddito ed alle famiglie in difficoltà. Nessuna parola spesa neanche per il fondo di solidarietà comunale creato nel 2011 e che ha aiutato tante famiglie in difficoltà nel corso di questi anni. L’eguaglianza fiscale ed il sostegno alle fasce deboli oltre che la fine dei privilegi per pochi eletti è stato volutamente taciuto.

Il loro credo politico si è limitato a contestare la dichiarazione di dissesto. Non si sono indignati perchè il Comune di Milazzo ha viaggiato fino al 2010 ad un ritmo di 4 milioni di euro di debiti l’anno. Si indignano che l’amministrazione denunci questo enorme buco e decida di ridare dignità alla città. Camminano a braccetto con quella destra che preferisce essere piena di debiti per almeno dieci anni piuttosto che riconoscere il dissesto; dichiarano di voler salvare i Molini Lo Presti ma nel contempo fanno di tutto per consentirne la vendita a prezzi stracciati, contestano l’incompetenza di questa amministrazione che però non ha fatto un euro di debito in 4 anni.

Hanno messo in scena il peggior compromesso storico per salvaguardare interessi e privilegi piuttosto che pensare al bene dei cittadini. Per motivi che probabilmente risiedono in evasioni fiscali conclamate, nella difesa di alcune fasce di cittadini piuttosto che di altri, nel mantenimento di uno status quo che serve a continuare ad occupare i posti in consiglio per i prossimi anni. La lamentela è sempre la stessa. “ Non ci danno le carte”. E’ veramente vergognoso questo atteggiamento.

A Milazzo, come in tutta la Sicilia, il regolamento di accesso agli atti è regolato dall’Assessorato regionale agli enti locali. Nel nostro Comune una direttiva, del 2009 e quindi non di questa amministrazione, ne da attuazione ed i consiglieri la dovrebbero conoscere a menadito. L’Art 16 recita che i termini di consegna dei documenti  sono di dieci giorni lavorativi dall’atto di notifica. Dopo appena 5 giorni dalla notifica è andata in scena l’ennesima sceneggiata napoletana. Minacce di occupazione perchè gli uffici non consegnano le carte. L’ennesimo attacco ai dipendenti comunali già precedentemente chiamati in causa perchè colpevoli di percepire il loro onesto e corretto stipendio. Segretario, posizioni organizzative e semplici dipendenti colpevoli di percepire lo stipendio. Siamo arrivati a questo. Tutto orchestrato magistralmente per impedire a questa amministrazione di amministrare.

Le carte sul dissesto. Continuano a dire che non le hanno mai avute. Niente di più falso. Dischetti contenenti i dati dei residui attivi sono stati consegnati a più di un consigliere comunale sin dal mese di aprile del 2012. Hanno detto che non riuscivano a leggerli. Giù stampe a fiumi, oltre 19mila pagine di residui sui quali verificare. Messi a disposizione presso gli uffici sin dal luglio del 2012. Da allora nessuno è mai venuto a prenderne visione. Il tempo delle scuse e delle falsità è finito. Nonostante tutti gli atteggiamenti ostruzionistici, siamo riusciti a riavviare i lavori di ponente, ad approvare definitivamente il progetto del Palazzetto dello sport e ad avviarlo a completamento, a mantenere la città in condizioni di decoro ben diverse da quelle che si ricordano nel 2007, nel 2008, nel 2009 e nel 2010. Avviato finalmente la raccolta differenziata e varato il regolamento sull’igiene urbana. Spiagge pulitissime e mare altrettanto. Incremento notevole di turisti e arrivi di navi da crociera in crescita.  Abbiamo aperto totalmente il castello sul cui appalto indagini in corso da parte della magistratura lasciano adito a forti dubbi di gestione negli anni 2007/2010. Abbiamo pagato regolarmente gli stipendi ai dipendenti di ruolo ed ai contrattisti ogni mese e così faremo fino a quando amministreremo questa città. Abbiamo approvato il piano urbano del traffico, messo a norma e funzionante il depuratore comunale ed avviato l’iter per l’ampliamento dello stesso. Abbiamo in corso di aggiudicazione il servizio di video sorveglianza per dare maggiore sicurezza ai nostri cittadini.  Abbiamo riportato il mercato settimanale a ponente. In poche parole abbiamo realizzato circa il 70% del programma elettorale condiviso dalla maggioranza degli elettori milazzesi. Chissà quanto altro si sarebbe potuto realizzare con un consiglio comunale libero da antiche catene e da pregiudizi che appaiono più di natura personale che politica.

Abbiamo sentito parlare spesso di sfiducia. Su che cosa si basa tale azione?. Solo sul fatto che avendo dichiarato il dissesto abbiamo messo a nudo i tanti vizi della politica precedente e bloccato l’evasione fiscale ed i privilegi dei soliti noti. Se questo è motivo di colpevolezza, siamo colpevoli. I consiglieri comunali che avevano abbracciato il programma elettorale in seconda battuta probabilmente erano attenti più alle poltrone che ai contenuti politici.

Rispettosi del sistema democratico e delle norme che lo regolano, non siamo più disponibili ad amministrare con un consiglio comunale in buona parte dedito più alle risse verbali che ai fatti concreti  ma pronti ad amministrare con un consiglio comunale anche di opposizione ma costruttivo e comunque libero da vincoli”.