Slow Food, Cinzia Scaffidi candidata alla presidenza

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Ci sarà anche una orlandina tra i protagonisti del Congresso di Slow Food Italia, in cui 750 delegati eleggeranno i nuovi gruppi dirigenti e un nuovo presidente, che prenderà le redini dell’associazione tenute da Roberto Burdese negli ultimi otto anni. Si tratta di Cinzia Scaffidi, nata a Gioiosa Marea ma che ha vissuto a Capo d’Orlando per tanti anni, città che continua a frequentare. 

Per la prima volta nella storia di Slow Food Italia non si sceglie solo il presidente ma l’intero “esecutivo”, che avrà l’onere di governare l’associazione per un mandato di quattro anni. E per la prima volta ci sono due squadre a confrontarsi.

Seminiamo il futuro…coltivando il presente” è la lista che propone Gaetano Pascale candidato alla carica di presidente, Daniele Buttignol segretario nazionale e Lorenzo Berlendis, Sonia Chellini, Francesca Rocchi vicepresidenti.

Relazioni che cambiano il mondo“ invece è la lista che vede Cinzia Scaffidi candidata alla carica di presidente, Laura Ciacci segretario nazionale e Silvio Greco, Francesco Mele, Daniela Rubino vicepresidenti.

I programmi e le priorità delle due squadre, presentati in questi giorni, confermano la condivisione dei principi fondamentali e degli ideali di Slow Food: rafforzamento delle basi territoriali e della rete di Terra Madre, importanza sempre maggiore alle attività educative, consolidamento dei progetti cardine come l’Arca del Gusto e i Presìdi, senza mai perdere di vista l’internazionalità del movimento.

«Al di là della competizione che naturalmente genera, la duplice candidatura per la futura guida di Slow Food Italia è il più evidente segnale della grande vivacità che oggi caratterizza la nostra associazione. Le due squadre partono dallo stesso punto, cioè dal lavoro che hanno condiviso in questi anni. E si muovono verso il medesimo orizzonte, che è parte integrante di Slow Food internazionale. In questa mappa comune sono emerse due possibilità di percorso. Si può camminare con diversi mezzi, diverse velocità, scegliendo diverse tappe. È tra queste due opportunità che saremo chiamati a scegliere, sapendo che in ogni caso entrambe sono patrimonio di Slow Food Italia e che in ogni caso contribuiranno a definire un pezzo del nostro futuro». Così Roberto Burdese presenta i candidati.

Ma lasciamo la parola ai “capitani” delle due squadre.

«Occorre aver chiaro che il nostro mestiere è cambiare il mondo dell’agroalimentare facendolo virare quanto più possibile verso la sostenibilità ambientale, economica e sociale» afferma Cinzia Scaffidi. «Ma dobbiamo concentrarci sull’elemento politico di questa sfida enorme. Per questo Slow Food Italia deve ulteriormente approfondire il senso politico e la pratica delle relazioni: abbiamo messo il cibo al centro della nostra visione, e così abbiamo reso evidenti le relazioni multidirezionali tra cibo, natura, diritti, affetti, democrazia, persone più o meno lontane nello spazio e nel tempo». L’agenda incombe: «Sono quattro anni densi di temi e di appuntamenti: Ogm, legge europea sulle sementi, Expo 2015, solo per citare i primi all’orizzonte.  E questa crisi che ci interroga richiede creatività. Ma proprio per questo il nostro elemento fondante, la difesa del diritto al piacere, resta un elemento chiave: la realtà va studiata con passione, ma le soluzioni creative arrivano solo in un clima di piacevolezza, senza il quale non avrebbe senso un’associazione di volontariato», conclude Scaffidi.

«Il nostro impegno sarà improntato al coinvolgimento capillare di agricoltori, allevatori, pescatori, artigiani e consumatori (i nostri co-produttori) in tutti i progetti che Slow Food realizza, ma anche a favorire la partecipazione dei nostri soci all’elaborazione dei temi e dei contenuti da portare avanti», racconta Gaetano Pascale. «In questo modo potremo contare su una rete di Terra Madre sempre più fitta sui territori, in grado di rendere più virtuosi i sistemi di produzione, di distribuzione e di consumo del cibo, e di essere determinanti nelle scelte che influiscono sui modelli alimentari della nostra società». Tra i progetti, una mappatura completa della rete sui territori e una maggiore attenzione agli strumenti di finanziamento disponibili. «Vogliamo avere obiettivi chiari e misurabili, anche sui progetti già attivi come i Presìdi, i Master of Food e gli Orti in Condotta». E concludiamo con le parole d’ordine per i prossimi quattro anni: tutela, responsabilità e condivisione.

Il Congresso nazionale di Slow Food Italia si terrà dal 9 all’11 maggio presso il Centro Congressi di Riva del Garda (Tn), struttura polifunzionale e all’avanguardia, con il sostegno della Provincia di Trento e di Trentino Spa, il comune di Riva del Garda e la Camera di Commercio di Trento. Grazie al loro supporto i delegati potranno scoprire le ricchezze di questo territorio e incontrarne i produttori.

Il Congresso nazionale farà seguito a 16 Congressi regionali, nell’ambito dei quali verranno rinnovati i gruppi dirigenti territoriali e saranno nominati i delegati al Congresso nazionale. Sono già in corso di svolgimento oltre 250 Congressi di Condotta che stanno votando i programmi delle unità di base della struttura di Slow Food Italia, eleggendo i gruppi dirigenti e i delegati ai Congressi regionali.