Camelot, cimici e intercettazioni

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“Per quanto di mia conoscenza, le gare vengono organizzate nell’ambito comunale con accordi con la ditta che deve vincere, come la percentuale da inserire nell’offerta ed a chi successivamente consegnare parte del guadagno per l’aiuto ricevuto”. E’ questa dichiarazione, rilasciata il 25 Febbraio 2010 alla sezione di Polizia giudiziaria dei Carabinieri  della procura di Patti, dall’imprenditore edile Giuseppe Carmiciano, a far scattare l’articolata inchiesta sugli appalti pubblici a Sant’Agata Militello, durata per oltre due anni e sfociata nell’operazione Camelot, con l’emissione di otto misure cautelari di cui tre arresti domiciliari, per associazione a delinquere, turbativa d’asta, falso ed abuso d’ufficio. A Febbraio del 2010 Carmiciano denunciava di essere messo ai margini dell’attività edilizia comunale e che, per gli stessi motivi, di essere emigrato al Nord fino al 2005. Alla denuncia dell’imprenditore, si aggiunge, pochi mesi dopo, quella dell’ex consigliere Marcello Donato che presentava alla squadra mobile di Messina le confidenze raccolte da Carmiciano sul modo in cui, secondo lui, gli appalti al Comune santagatese sarebbero stati truccati. Una ricostruzione, quella dei denuncianti, sfociata poi nelle tesi accusatorie della procura, che mette al centro del sistema l’ingegnere Giuseppe Contiguglia, ex capo dell’ufficio tecnico comunale. Nelle denunce di Donato, da Marzo a Giugno del 2010,  figurano però anche altre spinose questioni, come l’affidamento di alcuni lavori nel settore dei servizi sociali, in particolare quella della Casa per Anziani. Ecco dunque scattare una sorta di esca. L’attuale consigliere Marco Donato, fingendo, secondo quanto riportato dall’ordinanza cautelare, l’interessamento, per conto della cooperativa della moglie, ad un servizio di assistenza a minori disabili, porta sul tavolo della procura la  registrazione di un incontro col sindaco Mancuso, nel quale quest’ultimo avrebbe fornito rassicurazioni sul fatto che l’altra ditta interessata non avrebbe presentato l’offerta. L’inchiesta è ormai nel vivo. L’imponente opera investigativa prodotta dalla procura di Patti vede l’intercettazione di ben dieci utenze telefoniche, tra cui quelle in uso a Contiguglia ed al sindaco, le registrazioni ambientali sull’auto dello stesso funzionario  comunale, oltreché della sua caselle email, e persino nella stanza del sindaco.

di Giuseppe Romeo