Naso chiede lo stato di calamità

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Il comune di Naso ha chiesto ufficialmente la dichiarazione dello stato di calamità naturale in seguito all’aggravarsi dei fenomeni di dissesto idrogeologico che a fine Gennaio avevano costretto il sindaco Daniele Letizia a deliberare lo sgombero d’urgenza del palazzo municipale. I lavori per lo spostamento degli uffici nel plesso di via Marconi dell’ex scuola per l’infanzia stanno procedendo, anche se l’iter ha fatto registrare qualche intoppo vista la necessità di adeguare la struttura alle esigenze degli uffici comunali, non solo in via strutturale ma anche per quanto riguarda le forniture dei servizi, come luce e linee telefoniche. In ogni caso,  per la prossima settimana il trasferimento dovrebbe essere ultimato. Al di là del problema del municipio, è l’intera condizione di dissesto a preoccupare. Ad occhio nudo appare evidente come nel centro storico si aggravino sempre di più le crepe sulla strada. Situazione critica sulla statale 116 che collega il centro con la frazione Bazia. Per l’importante arteria il sindaco sta pensando addirittura ad un drastico provvedimento come la chiusura completa al transito, anche pedonale, visto il progressivo ed inesorabile scivolamento del terreno verso valle. Nella stessa zona già dal 2010 sono state fatte evacuare le famiglie residenti nelle palazzine di contrada Spirito Santo. Gli interventi di consolidamento eseguiti all’epoca sembrano però non essere stati sufficienti per arginare il fenomeno che oggi si ripresenta più grave che mai. Nei gironi scorsi a Naso c’è stato anche il sopralluogo di alcuni membri della commissione ambiente del Senato, di cui fa parte anche il Senatore santagatese del Nuovo Centro Destra Bruno Mancuso. Dal sopralluogo è venuta fuori una relazione complessiva sulla situazione che si spera posa portare al reperimento dei fondi necessari per gli interventi.