Se crolla l’edilizia

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Il Presidente dell’Ance Messina Salvatore Arcovito lancia un grido di allarme per denunciare i gravissimi ritardi che impediscono l’avvio di lavori fondamentali per la collettività e per il comparto dell’edilizia nel territorio provinciale. “Il nostro settore – afferma il Presidente Arcovito – soffre da anni una crisi senza precedenti, come testimoniano i numeri impietosi rappresentati dalla diminuzione degli addetti (gli iscritti alla Cassa Edile sono passati da quasi 14.000 operai occupati del 2008 agli attuali 9.000, con un calo di circa 1.400 unità nell’ultimo anno) e dal numero di gare bandite in provincia di Messina ( -50,8% nell’anno appena concluso rispetto al 2012). Dall’esame dei dati statistici emerge anche che, in tutto il 2013, non è stata completata nessuna gara sopra la soglia europea, definita a 5.000.000 di euro, ma, andando a leggere tra le righe, questo non dipende solo da assenza di progettazione o programmazione”. Il Presidente dei Costruttori Messinesi pone l’accento su un problema che riguarda la struttura burocratica e amministrativa degli enti locali: “Non è ammissibile ed è intollerabile che gare importanti, come, ad esempio, quella bandita ad aprile 2013 dall’Università di Messina con il metodo dell’appalto integrato per la Ristrutturazione degli edifici della Facoltà di Scienze al Papardo, siano ancora in corso, con sedute della Commissione giudicatrice rimandate di mese in mese, fino a giungere a Febbraio 2014, senza riuscire ad assegnare un lavoro di quasi 20 milioni di euro.” Arcovito si sofferma poi su un’altra questione che riguarda la sicurezza del territorio: “Abbiamo avuto conferma recentemente che lavori indispensabili come quelli che il Genio Civile ha appaltato nel luglio del 2013 con 8 gare per circa 13.300.000 euro, non sono stati ancora tutti avviati, e desidereremmo conoscere quali siano le motivazioni o eventuali fatti ostativi alla consegna di queste opere indispensabili per completare la messa in sicurezza dei luoghi colpiti dall’alluvione del 1 ottobre 2009”. L’Ance Messina, quindi, chiama a raccolta tutte le forze istituzionali, sociali e produttive per impedire l’ulteriore mazzata ad un settore da sempre fondamentale per l’economia messinese. “Occorre che tutte le istituzioni, – sottolinea Arcovito- a partire dal Prefetto, che ha già attivato un tavolo di confronto sulla crisi economica generale, per continuare con le forze sociali di settore e gli enti appaltanti di tutta la provincia, facciano fronte comune per acquisire nuovi stanziamenti, ma anche per sbloccare le opere già finanziate e dare ossigeno a tutto il sistema edile. Far partire i lavori del Papardo, del Genio Civile, completare quelli della Protezione Civile, definire la costruzione del secondo approdo a Tremestieri o l’appalto per la ristrutturazione del Quartiere Fieristico, per rimanere solo alla città di Messina, consentirebbe almeno di sopravvivere in attesa dei provvedimenti indispensabili per riattivare il volano dell’edilizia seguendo i criteri della sostenibilità, della qualità e dell’innovazione per gli investimenti”