Pino: “Non ci siamo inventati 40 milioni di debiti”

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Dopo due giorni di silenzio, l’amministrazione comunale di Milazzo dirama un comunicato stampa per chiarire la propria posizione dopo la decisione del Cga che, di fatto, ha rimesso in sella il consiglio comunale quasi due anni dopo dalla dichiarazione di dissesto. Il sindaco Carmelo Pino sottolinea “la divergenza di interpretazione normativa che si è evidenziata tra il Tar, il Cga e la Corte dei Conti . Senza precedenti in materia finanziaria lo scontro in atto tra organi  dello Stato su un caso destinato inevitabilmente a fare giurisprudenza in tutta Italia. Prudenza avrebbe voluto – afferma Pino – che i giudici del CGA avessero atteso la decisione della Cassazione sul ricorso per giurisdizione, così come cautamente deciso dal TAR Catania. I casi sono molteplici ma solo a Milazzo si è assistito ad una copiosa e controversa attività giuridica Sullo sfondo una situazione economica che, indipendentemente dalle parti in causa, segna un rosso nei conti di oltre 40 milioni”.
“Nessuno, fino ad oggi – sostiene ancora l’Amministrazione di palazzo dell’Aquila – si è scandalizzato del fatto che tale enorme mole di debito si sia accumulato nel breve spazio di 10 anni. Si è incentrata volutamente l’attenzione sulla dichiarazione di dissesto o meno. Il paradosso è rappresentato dalle allucinanti dichiarazioni di Forza Italia che, dopo avere amministrato per la passata legislatura la città di Milazzo, oggi si scaglia contro la nostra Amministrazione e racchiude in otto punti un manuale della “ignoranza” normativa e contabile degna della passata legislatura. Tali dichiarazioni aggravate da un riferimento ai Revisori dei Conti che avrebbero reso di dominio pubblico, senza però averlo mai comunicato agli organi preposti , come siano stati loro trasmessi documenti non rispondenti alle scritture contabili. Una affermazione di gravità estrema che merita l’attenzione non solo della procura della Corte dei Conti a cui si invierà copia della dichiarazione. Sottolineare come, in un momento di gravissima difficoltà per tutti gli Enti locali, questa amministrazione sia riuscita a garantire stipendi e servizi essenziali senza fare ricorso ad indebitamento è superfluo visto che è sotto gli occhi di tutti come questa città sia cambiata in senso positivo con appena un solo anno di vera e propria amministrazione. Cosa succederà nei prossimi mesi è facilmente intuibile anche se questa amministrazione farà tutto quanto in proprio potere per salvaguardare l’Ente ed anche i cittadini. A cominciare dalla tutela di un bene come i Molini Lo presti che rischiano di essere messi all’asta per una cifra irrisoria rispetto al valore reale, ai precari di questo Ente, a  quei fornitori che hanno riacquistato fiducia nell’istituzione Comune di Milazzo, ai cittadini che, aldilà delle false dichiarazioni di questi giorni, rischiano una cura peggiore del male”. “Un fatto è certo – secondo l’amministrazione di Milazzo – i debiti contratti dalle precedenti amministrazioni sono lì a dimostrare che nessuna fantasia ci ha pervaso quando nel 2012 avevamo chiesto al consiglio comunale di condividere un  percorso difficile, amaro, ma inevitabile per evitare l’insolvenza dell’Ente. Insolvenza che oggi torna a fare capolino anche nelle dichiarazioni allucinanti consegnate alla stampa e di carattere propagandistico.  Un interrogativo ci inquieta e ci assale. Se la Cassazione dovesse stabilire che il CGA era incompetente a decidere, chi restituirà ai cittadini di Milazzo i danni economici che si consumeranno nel frattempo?”

Morosito