La Cgil sul bilancio della finanza

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La guardia di finanza di Messina ha presentato il bilancio delle attività del 2013. Sono stati numerosi i reati scoperti, legati ad irregolarità fiscali, contributive ed occupazionali. Un dato, questo, che per la Cgil di Messina, evidenzia tutti i danni ai lavoratori ed alle aziende in regola. “L’evasione – osserva Lillo Oceano, segretario generale della Cgil di Messina – come ha sottolineato il comandante provinciale Vellucci, danneggia l’erario ma anche tutti i cittadini, alterando i principi di concorrenza o sottraendo risorse destinate a famiglie e soggetti effettivamente bisognosi”. Il sindacato sottolinea inoltre come le aziende che accedono regolarmente ai finanziamenti nazionali europei oppure ad agevolazioni fiscali e previdenziali, sottraggono risorse a reali opportunità di sviluppo ed occupazione di un territorio”. Secondo le ultime statistiche, il sommerso, ossia evasione totale o parziale, lavoro nero, sommerso, vale tra il 20% e il 28% del Pil sottraendo ogni anno all’erario quasi 120 miliardi di euro. Sempre ogni anno ammonta a 60 miliardi di euro il costo della corruzione nella pubblica amministrazione. Il fatturato delle mafie viene quantificato in 135 miliardi di euro con 70 miliardi di utile netto, 60 miliardi di evasione e 50 miliardi di perdita di gettito fiscale. Per il leader provinciale della Cgil “tutto ciò determina enormi costi per la collettività in termini di aumento delle imposte e delle tariffe, taglio delle prestazioni sociali e dei servizi pubblici”. Inoltre, ai 176 lavoratori in nero scoperti dalla guardia di finanza, si devono aggiungere quelli dei servizi di ispettorato del lavoro e dell’Inps. “Questi dati e le relative conseguenze, ci spingono a chiedere con forza a tutti gli attori coinvolti – conclude Oceano – di mettere al primo posto di qualsiasi azione pubblica, a livello locale come a livello nazionale, la lotta all’evasione fiscale, tributaria e previdenziale. Infine, per la Cgil di Messina, a livello provinciale, la prefettura potrebbe essere il luogo dal quale esercitare il coordinamento di un’azione di controllo diffusa e capillare del territorio”.