San Biagio, il ritorno e il “miracolo”

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Dopo tanti anni di assenza Castell’Umberto è tornato a festeggiare San Biagio Martire. Il simulacro del Santo, recentemente restaurato nel laboratorio di Luciano Pensabene di Naso, è ritornato nel centro nebroideo sabato 1 febbraio. Per l’occasione i fedeli hanno effettuato una processione e partecipato alla celebrazione eucaristica, nonostante il maltempo. La festa in onore di San Biagio si svolgeva il 3 febbraio e poi la prima domenica di luglio. Con il passare degli anni, però la festa man mano si perse fino a scomparire quasi del tutto, con la sola messa celebrata nella chiesa madre. Per volere dei fedeli, quest’anno è stata istituita un’apposita commissione, proprio per la festa di febbraio. La statua di San Biagio, custodita nella chiesa dedicata al Santo, è ora ritornata al suo antico splendore grazie al restauro che ha interessato anche la chiesetta, danneggiata da numerose infiltrazioni d’acqua. Così il 3 febbraio la comunità di Castell’Umberto è ritornata a festeggiare il suo Santo e lo ha fatto con gioia e partecipazione. I restauri della chiesa di San Biagio e del simulacro del Santo sono stati possibili grazie  al prezioso contributo di tutta la comunità castanese che per secoli ha visto i suoi devoti riuniti attorno alla chiesetta rurale di San Biagio. Intanto brividi a Militello Rosmarino per la tradizionale corsa della vara di San Biagio lungo la salita che conduce alla piazza centrale del paese. Durante il tragitto a passo di carica, uno dei “sambrasisi”, i portatori della vara, è caduto, squilibrando il peso del pesante fercolo. La vara si è pericolosamente inclinata sul lato sinistro rischiando di cadere sugli spettatori che assistevano al bordo della strada (come si vede nella foto di Giuseppe Cardillo). Il pronto intervento degli altri portatori ha scongiurato il peggio, e a Militello si è subito gridato al miracolo.

di Teresa Sanfilippo

Morosito