Gioiosa, la Saracena Volley lascia l’auditorium

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il campo polivalente

Il comparto delle giovanissime della Saracena Volley lascia l’auditorium comunale di Gioiosa Marea per allenarsi in una struttura privata. Si è conclusa così, per il momento, la querelle tra la società sportiva e l’amministrazione comunale, che ha temporaneamente sospeso l’autorizzazione ad usare la struttura pubblica per il minivolley.  Lo rende noto, con un comunicato, la società presieduta da Luca Leone. La decisione è scaturita dall’irremovibile decisione del sindaco Eduardo Spinella di vietare l’uso dei palloni all’interno della struttura e, si legge nella nota, “il contemporaneo rifiuto a sottoscrivere l’impegno per rendere fruibile la zona riscaldamento atlete dell’impianto polivalente” nonostante sia stata manifestata da parte della Saracena la volontà di compartecipare alla realizzazione delle opere. Da ieri, con il placet dei tecnici Valmi Fontanot e Liliana Randazzo, l’attività di mini volley è stata quindi trasferita nei locali di una nota struttura sportiva gestita dall’imprenditore Davide Catanzaro. “Il quale – continua il comunicato – con grande sensibilità si è reso immediatamente disponibile ad accogliere 25 bambine che hanno voglia di poter svolgere l’attività sportiva in un luogo idoneo”. La società ha anche espresso la “ferma e determinata la volontà di porsi (subito dopo Carnevale) come interlocutore nei confronti dell’amministrazione affinché si dia inizio all’iter di completamento dell’impianto polivalente per permettere alle ragazze di usufruire della struttura per la stagione sportiva 2014/2015”.

Risolta così, momentaneamente, la vicenda portata alla ribalta dall’ex assessore allo sport Franco Maraffa continua però ad alimentare il dibattito politico. Dopo la lettera del consigliere Daniela Spinella, che invitava l’ex amministratore ad assumersi le proprie responsabilità, è arrivata la contro-replica di Maraffa. “Il massimo gesto per riconoscere il mea culpa per un politico sono le dimissioni – scrive Maraffa – atto che il sottoscritto, dopo 22 mesi dall’incarico, ha attuato”. Maraffa precisa, inoltre, che nessun danno è stato apportato alla struttura e che “la revoca dell’autorizzazione non è stata emessa perchè la sala B dell’auditorium è stata distrutta” dall’uso dei palloni di gomma, ma soltanto perché è stato disatteso il divieto di usarli. “Io voglio uscire dall’auditorium – conclude Maraffa – ma voglio utilizzare un impianto sportivo degno di questo nome, perché è inammissibile pensare che un disagio possa essere paragonato ad una tradizione”.