Cacciatori della Provincia sul piede di guerra

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Cacciatori della Provincia sul piede di guerra. Al centro della protesta il prospettato ampliamento dei confini dell’area protetta dei Nebrodi con l’ingresso di altri 25 comuni in aggiunta ai 24 che fanno già parte del Parco con conseguente riduzione degli spazi consentiti per l’attività di caccia. A scendere in campo il Coordinamento delle Associazioni Venatorie della Provincia di Messina ed il Comitato di Protesta e proposte del Parco dei Nebrodi. In un primo incontro che si è svolto nella sede del Circolo “La Beccaccia” di Sant’Agata Militello e che ha visto l’intervento di tutti i rappresentanti delle associazioni venatorie presenti, e’ stato deciso all’ unanimita’ di chiedere un’audizione presso la Commissione Ambiente dell’Ars e di presentare ricorso al Tar. “L’ulteriore ingresso nel Parco da parte dei Comuni che non hanno nessuna valenza ambientale– hanno commentato i rappresentanti nel corso dell’incontro – porterà alla cancellazione dell’attività venatoria ed alla conseguente scomparsa del turismo legato a questa attività che da sempre, ha portato ricchezza alla popolazione dei Nebrodi. “Senza considerare poi, continuano i coordinatori, che l’entrata di nuovi centri creerà ulteriori divieti che penalizzeranno tutte le attivita’ agricole e commerciali”. “In Provincia di Messina, chiariscono i rappresentanti dei comitati, il 50% è vincolato, il resto non è praticabile perchè vi sono i centri abitati, le strade ed altre strutture per cui, quel 25% riservato all’attività venatoria, scomparirà del tutto”. Primo atto della protesta delle associazioni e dei comitati, quella di avviare una azione legale per difendere e tutelare il mondo venatorio.