Regione, task force contro la crisi

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La caccia all’untore è partita. E’ una corsa a trovare ogni giorno un nuovo nemico cui scaricare le colpe per la bocciatura di una manovra finanziaria che ha messo la Sicilia sull’orlo di una crisi come mai era capitato nella storia recente. Dal giorno della pesante impugnativa della manovra da parte del commissario dello stato, il presidente Rosario Crocetta non fa che sventolare lo spettro del baratro, addossando responsabilità a destra ed a manca. E così dal nemico pubblico numero uno, individuato nel prefetto Aronica, di cui si è messa in dubbio persino la legittimità della sua funzione, alle vecchie amministrazioni del passato, il passo è breve. Ieri Crocetta alla agenzie di stampa ha sciorinato i numeri di un default che sarebbe catastrofico richiamando danni e disavanzi generati – ha detto testualmente – da scelte scellerate di giunte precedenti. Una strategia del governatore per spostare l’obiettivo altrove esimendosi dall’assumersi le sue di responsabilità e quelle di un governo che, evidentemente, non è riuscito a proporre un quadro normativo finanziario credibile. Crocetta ha parlato di  26mila lavoratori di enti e consorzi a rischio licenziamento, cui si aggiungerebbero quelli delle associazioni sovvenzionate. In pericolo la sopravvivenza degli enti regionali, tra cui Parchi ed aree protette, forestali, acquedotti, consorzi, centri di assistenza sanitaria, aree industriali, ma anche enti sportivi e teatri pubblici.  I 558 milioni bloccati dall’impugnativa del commissario dello Stato sono stati trasferiti in un fondo indisponibile a garanzia dei residui attivi, 3,5 miliardi di crediti non esigibili più altri 11,5 miliardi ancora da verificare. Alla Regione, intanto, è stata istituita una task-force per gestire l’emergenza, mentre oggi Crocetta è volato a Roma a colloquio col premier Letta. La trattativa con lo Stato centrale punta al recupero di almeno parte delle risorse bloccate. In caso contrario, si dovrebbero apportare ulteriori tagli al bilancio o scegliere la terza strada, più complicata, di un mutuo con la Cassa depositi e prestiti. Intanto i primi a pagare lo scotto sono i lavoratori regionali. Lo stipendio di Gennaio per loro è infatti congelato almeno fino alla prossima settimana, otto giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta del bilancio, tra domani  e venerdì.

Morosito