Caso Grassi, i dubbi ed i misteri

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Il giorno dopo, sei mesi dopo, dolore e dubbi, lacrime e desiderio di giustizia combattono nel cuore di familiari ed amici di Provvidenza Grassi. Sei mesi di ricerche, sei mesi di angoscia ma anche di speranza, mai sopita, di poter riabbracciare Provvy, spenta in una sera di Gennaio che ha restituito il corpo senza vita della commessa ventisettenne. Adesso Provvidenza  aspetta solo di tornare a casa. L’ultimo viaggio avvolta dall’abbraccio dei suoi cari, poi finalmente potrà trovare il giusto riposo eterno. A chi resta, ai familiari, agli amici, ma anche alla gente comune che Provvidenza l’ha conosciuta solo per le foto sui giornali o i servizi in tv, resta però il dubbio atroce su quale sia stato il vero destino della giovane messinese scomparsa la sera del 10 Luglio. Troppi e troppo fitti gl’interrogativi ancora da chiarire per poter accettare senza se e senza ma l’ipotesi del tragico incidente stradale, che al momento resta quella più accreditata dagli inquirenti. Come può, in sei mesi, non essersi accorto nessuno del corpo riverso lì, sotto quel ponte a Bordonaro, in una zona urbanizzata, abitata e trafficata. Poche decine di metri vicino a dove giaceva il cadavere, ad esempio, poco tempo fa sono stati eseguiti lavori ad una cabina elettrica dell’Anas. Sembra impossibile che nessuno abbia notato quantomeno l’automobile incagliata nella vegetazione. Non solo questo però il mistero che ruota attorno alla morte di Provvidenza di cui si sa solo che la sera del 10 Luglio era a cena a Rometta col fidanzato, poi dopo le 2 di notte, avrebbe fatto rientro verso Messina. In molti si chiedono infatti come nessuno abbia notato il guard rail danneggiato sul tratto di tangenziale da dove si presume sia volata la Fiat 600 di Provvidenza e perché solo ieri si è scoperto che attaccato a quel guard rail ci fosse un pezzo della targa anteriore della macchina. La perizia tecnica disposta dalla procura servirà quindi a chiarire se i danni al veicolo siano compatibili con il volo dal viadotto da almeno una decina di metri, intanto, desta sospetto il fatto che la macchina bianca sia stata ritrovata fin troppo pulita per essere rimasta in mezzo ai rovi per sei mesi. Infine ci sarà l’autopsia sul cadavere, ormai in avanzata decomposizione, che sarà eseguita nei prossimi giorni a Messina. Tante piccole tessere che dovranno aiutare gl’inquirenti a restituire alla famiglia di Provvidenza Grassi il puzzle della verità