Wall Street, una condanna

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Una condanna ed una assoluzione. Si è concluso così il processo per due degli imputati nell’operazione antiusura Wall Street. Si tratta del procedimento con rito ordinario a carico di Antonio Catania e Vincenzo Princiotto, rinviati a giudizio con l’accusa di aver prestato grosse somme di denaro ad alcuni imprenditori a tassi di usura. Il Collegio giudicante del Tribunale di Patti, presieduto dalla dottoressa Maria Pina Lazzara, a latere Rigoli e Turrisi, nell’udienza del 21 gennaio scorso ha disposto per Catania, ex funzionario del comune di Sant’Angelo di Brolo, la condanna a cinque anni e sei mesi di reclusione, oltre al pagamento delle spese e 8 mila euro di multa e il risarcimento per le parti civili, per quattro dei 7 episodi contestatigli: tra questi il reato di usura nei confronti di due imprenditori edili di Sant’Angelo di Brolo, tentata violenza privata e minacce. Prescritti, invece, perché commessi dal 1997 al 2001, i reati di usura e concussione commessi nei confronti di altri due imprenditori ed artigiani santangiolesi. Assolto, perché il fatto non sussiste, Vincenzo Princiotto, accusato di aver prestato denaro a tassi usurai ad un panificio di Piraino. L’operazione Wall Street, scattata a luglio del 2007, vide coinvolte nove persone (4 arrestate e 5 denunciate), e aveva portato alla condanna, nel processo con il rito abbreviato, di Antonio Ricciardo Calderaro, ex-presidente della Pro Loco di Brolo, a 4 anni e 6 mesi, e alla confisca di beni per 3 milioni di euro, già preventivamente sequestrati; ad 1 anno e 3 mesi di reclusione, pena sospesa, per l’imprenditore Cono Lenzo; 1 anno ed 1 mese per Antonino Lazzara. L’inchiesta riguardava una serie di episodi che sarebbero accaduti dal 1994 al marzo del 2007 fra Brolo, Piraino e S.Angelo di Brolo. Le parti offese sarebbero state costrette a versare interessi usurari corrispondenti ad un tasso mensile oscillante dal 6 al 10%. In alcuni casi, artigiani e commercianti, per estinguere i debiti accumulati e lievitati a dismisura con gli interessi usurari, sarebbero stati costretti a cedere beni, a fornire materiale, eseguire lavori edili o artigianali. Parti civili nel procedimento sono l’Associazione commercianti ed imprenditori di Brolo, le amministrazioni comunali di Brolo e S.Angelo di Brolo e due delle vittime, difesi dagli avvocati Massimiliano Fabio, Francesco Pizzuto e Marilena Bonfiglio.