Omicidio Bruno, processo in Corte d’Assise il 26 marzo

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Nessun accordo sul rito abbreviato. Quindi approderà il 26 marzo prossimo in Corte d’Assise a Messina il processo a carico del 20enne Sebastian Oriti, autore dell’accoltellamento avvenuto l’11 febbraio a Rocca di Capri Leone e nel quale perse la vita il coetaneo Andrea Bruno. Davanti al Giudice Ines Rigoli si è svolta l’udienza preliminare nel corso della quale le parti si sono confrontate sulla possibilità di rito abbreviato. L’avvocato Decimo Lo Presti, difensore di Oriti, ha proposto l’abbreviato condizionato ad una nuova perizia sull’imputato o sull’esame di una testimone riguardo il possesso dell’arma.
Ma non c’è stato accordo tra legali, giudice e Pm Rosa Raffa, quindi si andrà al rito ordinario che si celebrerà fra due mesi al tribunale di Messina vista la pesantissima accusa di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e dei
futili motivi. Oriti è attualmente detenuto al carcere di Termini Imerese mentre nel procedimento figura come parte offesa Adele Pintabona, madre di Andrea Bruno, difesa dall’avvocato Giuseppe Mancuso. I fatti avvennero l’11 febbraio del 2013, a Rocca di Capri Leone, durante il periodo delle manifestazioni per il Carnevale. I due giovani, in lite per una ragazza
contesa, da giorni si scambiavano screzi tramite i rispettivi profili Facebook. La lite, sfociò quindi, in una rissa la Domenica di Carnevale, nella palestra delle scuole di Rocca, dove si teneva una serata danzante. Sebastian Oriti ed Andrea Bruno si affrontarono, senza però andare oltre qualche spintone. Poche ore dopo, però, il dramma. Sebastian Oriti, infatti, la mattina seguente si appostò all’incrocio tra via Italia e via Europa, nei pressi della chiesa Maria Santissima del Tindari e proprio di fronte l’abitazione di Andrea Bruno.  Uscito di casa, il giovane meccanico trovò quindi il rivale ad attenderlo, ricevendo , come confermato dall’autopsia, cinque coltellate al torace ed alla regione addominale.  Andrea Bruno riuscì a trascinarsi fino nell’androne della propria palazzina dove venne soccorso da alcuni vicini, e trasferito in ambulanza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove, morì poco dopo.