Dia, colpo ai clan barcellonesi – Video

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Morosito

La Direzione Investigativa Antimafia di Messina ha sottoposto a sequestro e confisca beni per un valori di 2 milioni e mezzo di euro riconducibili a due personaggi di spicco della mafia barcellonese, Salvatore Di Salvo, detto “Sam l’americano”, e Filippo Barresi. Nello specifico, per quanto riguarda Di Salvo gli sono state sequestrate quote societarie della “PCT Costruzioni Srl unipersonale”, società attiva nel settore dell’abbigliamento con sede a Barcellona; e poi ancora quattro autovetture più un rimorchio; una polizza assicurativa e conti correnti, titoli e altre forme di investimento per un valore intorno ai 500 mila euro. “Sam l’americano” è considerato un mafioso d’eccellenza, implicato in molteplici procedimenti penali, indicato dal collaboratore Carmelo Bisognano come il vero “leader” dei barcellonesi. Faceva parte del cosiddetto quadrumvirato che governava la consorteria mafiosa del Longano insieme a Salvatore Ofria, suo cognato, Filippo Barresi e Carmelo Bisognano. Nell’operazione Mare Nostrum è stato condannato ad una pena definitiva di 1 anni e sei mesi, mentre in “Icaro” gli è stata inflitta una condanna, anche qui definitiva, di 7 anni.

E’ inoltre indagato per aver favorito, in concorso con altri, la latitanza di Benedetto Santapaola mentre nell’ambito dell’operazione “Omega-Obelisco” il GIP viene indicato come stretto collaboratore del boss Giuseppe Gullotti. Indagato per associazione mafiosa anche nell’operazione Gotha, Di Salvo ha ricevuto il colpo più pesante il 31 ottobre 2012 quando il GUP in primo grado lo ha condannato a vent’anni! Altra figura di spessore è considerato Filippo Barresi. Gli sono stati confiscati beni importanti a cominciare dall’intero capitale dell’impresa vivaistica “Lo Monaco Nunziata”, di Barcellona, sua moglie, oltre al 25% della “Saloon sas di Cucè Vera & C” , che tra l’altro gestiva anche bar, paninoteche, ristoranti e pizzerie. Il provvedimento ha poi riguardato otto terreni agricoli tra Barcellona e Castroreale, 2 fabbricati, 2 motocicli, un’autovettura e un autocarro, tutti intestati alla moglie, e due vetture intestate alle figlie Maria e Cristina. Colpiti anche due conti correnti, titoli e altre forme di investimento per un valore intorno ai 2 milioni di euro. Filippo Barresi è descritto dai collaboratori di giustizia come elemento di vertice della mafia barcellonese ed coinvolti nei più importanti processi di mafia che riguardano l’area tirrenico-nebroidea. Già condannato a 3 anni e 4 mesi, in via definitiva, in “Mare Nostrum”, viene ritenuto l’autore materiale di diversi omicidi che hanno insanguinato il barcellonese nei primi anni novanta.

di Emanuele Canta