L’Ars approva la finanziaria nella notte della bufera giudiziaria

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L’Assemblea regionale siciliana ha approvato soltanto in piena notte, poco prima delle 3, il bilancio e la Legge Finanziaria della Regione. La Finanziaria e’ passata con 39 voti a favore e 22 contrari, tra cui tutti i grillini, con un astenuto: Vincenzo Vinciullo del Nuovo centrodestra. In 22 non erano invece presenti in aula. Subito dopo la Finanziaria e’ stato approvato il bilancio con 44 voti favorevoli e 22 contrari. Non sono mancate le tensioni in aula, soprattutto dopo la notizia degli 83 tra deputati in carica ed ex deputati indagati per peculato nell’ambito dell’inchiesta sulle spese pazze dell’Ars coordinata dalla Procura di Palermo. Ieri sono stati notificati 13 avvisi di garanzia, altri 70 politici sono stati iscritti nel registro degli indagati. Non e’ passato il mutuo per il finanziamento alle imprese. L’Ars approverà un apposito ddl già nelle prossime settimane. Intanto, dopo le norme sulle coppie di fatto, in Sicilia arriva anche il reddito minimo per le famiglie povere, con un assegno non superiore a 400 euro al mese, per ora soltanto nel 2014. La norma del governo è stata approvata dall’Assemblea regionale che sta discutendo gli ultimi articoli della manovra finanziaria. Tecnicamente si chiama ‘sostegno all’inclusione attiva’ (Sia), è istituito un fondo con 15 milioni di euro, alimentato dai ribassi d’asta relativi ai contratti di servizio stipulati dall’amministrazione, per finanziare la misura, un milione di euro in particolare è destinato alle strutture accreditate preso l’Agea (Fondazione Banco alimentare-Banco delle opere di carità) che operano in Sicilia per l’organizzazione di servizi di emergenza alimentare. Le modalità di accesso al fondo e di integrazione al reddito saranno definite entro 120 giorni con decreto dell’assessore alla Famiglia. A copertura dei residui attivi, l’Ars ha approvato la norma della finanziaria che prevede un taglio di 28 milioni di euro appostati in un fondo di garanzia: 5,1 milioni di euro dai dissalatori, 3 milioni alle società partecipate in liquidazione, 3 milioni al fondo per le spese informatiche, 2 milioni al capitolo destinato alla manutenzione dei beni regionali, 300 mila euro al fondo per i buoni pasto dei dipendenti della Presidenza. In aula è scontro su altri tagli previsti per il rifinanziamento di leggi di spesa: da 290 a 262 milioni di euro. A farne le spese tante categorie: 14 milioni in meno ai Consorzi di bonifica, 4 milioni all’Irsap, 1 milione in meno gli Ersu e 3 milioni in meno alle borse di studio di medicina e chirurgia.

Morosito