Maratona all’Ars: precari “salvi”

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Morosito

La finanziaria regionale vede il traguardo. Nel corso della maratona notturna, l’Ars ha dato il via libera all’attesa proroga dei precari, la norma che di fatto salva i 30mila contrattisti. La norma riguarda sia i 18.500 degli enti locali che i 6 mila Asu, i 2 mila della Sanità, i 700 della Regione e i 3.200 ex Pip. I Comuni che non sforano il patto di stabilità potranno fare proroghe triennali, gli altri solo per un anno. Alla scadenza dei contratti, dovranno essere avviate le stabilizzazioni: per le fasce A e B non sarà necessario fare concorsi, per le fasce alte C e D invece sì. Prevista poi la stabilizzazione automatica dei 67 precari regionali di Italter e Sirap, mentre è stata bocciata l’infornata degli 87 ex Spo, la società che gestiva i Pip per il Comune di Palermo. Nel corso della seduta, è stata approvata anche la nuova riforma agraria: l’articolo prevede che entro due anni la Regione  completi la procedura di assegnazione dei terreni che erano stati sottratti ai  latifondisti negli anni Cinquanta in applicazione della prima riforma agraria.  Almeno 30 mila ettari – ha detto in aula l’assessore Dario Cartabellotta – non  sono assegnati e non fruttano nulla. Ora la Regione prevede di darli agli eredi  di chi li ha coltivati 60 anni fa dietro pagamento di un prezzo che verrà fissato per decreto entro due mesi. Un secondo comma prevede che chi detiene  senza averne titolo terreni oggetto della riforma agraria, li perda: la Regione  tornerà in possesso dell’immobile e lo metterà in una Banca della terra che servirà ad assegnare in affitto queste aree o a venderle. Il governo e la maggioranza incassano inoltre gli aiuti alle giovani coppie, anche di fatto se iscritte a un albo comunale delle unioni civili, per l’acquisto della prima casa. La norma prevede la creazione di un fondo, con le risorse libere dell’Irfis, per l’abbattimento degli interessi sui mutui per la prima casa erogati dalle banche che aderiscono alla convenzione tra Abi e Cassa depositi e prestiti.
A maggioranza sono state votate anche altre norme sulla casa. A partire da quella che istituisce un fondo di due milioni di euro “destinato agli inquilini morosi incolpevoli”. In sintesi, i Comuni avranno questi fondi per aiutare famiglie rimaste senza reddito che non riescono più a pagare le rate del mutuo o l’affitto. Stanziati poi 7,9 milioni per la “riqualificazione urbana nei centri storici” di case da destinare poi alla vendita a prezzi agevolati (a famiglie con reddito Isee inferiore ai 20 mila euro), anche con la modalità dell’affitto con riscatto. Il 10 per cento dei fondi stanziati deve andare “alla realizzazione di alloggi a canone agevolato destinati ai genitori separati o divorziati la cui casa sia stata assegnata all’altro coniuge, e che si trovino in condizione di grave difficoltà economica”. Su proposta del Pd, sottolinea Cracolici, “gli inquilini delle case popolari di proprietà di enti pubblici e degli Iacp potranno riscattare l’appartamento pagando un canone mensile”. Oggi si torna in aula alle 12: la maratona continua.