Tortorici, verso la festa di San Sebastiano

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Morosito

Questo fine settimana entrano nel vivo a Tortorici i festeggiamenti in onore del patrono, San Sebastiano. Da qualche giorno si odono già i rintocchi del campanone del duomo che risuonano per l’intera vallata, come da tradizione. Sabato sera alle 18.00 da piazza duomo partirà la fiaccolata con le inflorescenze di ampelodesmo. La “bula”, così viene chiamata questa fiaccolata, ricorda quando, dopo il primo martirio del giovane soldato, la matrona romana Irene, divenuta poi santa, andò di notte nel bosco per prendere il suo corpo e dargli una degna sepoltura, trovando Sebastiano ancora vivo. Ma è anche un antico rito che affonda le sue radici in tradizioni pagane, propiziatorie dei raccolti. Al termine della sfilata per le vie del centro storico di Tortorici, infatti, i rametti di ampelodesmo rimasti vengono gettati al centro di piazza duomo dove alcuni componenti della commissione di San Sebastiano, governano un grande falò. Sul fuoco poi intrepidi ragazzi saltano attraversando le fiamme in quello che adesso è uno spettacolo che attrae visitatori e curiosi da tutta la Sicilia e anche oltre. Il giorno successivo, poi, domenica, al termine della messa delle 11 celebrata nella chiesa centrale di San Nicolò, esce in processione il simulacro di Sant’Antonio Abate che benedice le diverse centinaia di alberi di alloro che vengono allineati lungo la via Filangeri e la piazza dove si svolge il mercato settimanale. I portatori di alloro sono suddivisi per borgate e già dalla mattina presto partono con i loro rami più o meno grandi, abbelliti da bacche, campanacci, fiocchi, nastri e immaginette di San Sebastiano, per raggiungere il centro. Al termine della benedizione ha inizio la processione dell’alloro, chiamata “u ddauru” fino alla chiesa madre. Qui, ad attendere i portatori d’alloro, accompagnati dal suono delle cornamuse e dei tamburi, c’è l’arciprete che impartisce la benedizione ad ogni singolo ramo d’alloro. Un tempo gli alberi venivano regalati a parenti, amici e persone in vista in segno di rispetto. Oggi abbelliscono le inferriate delle due chiese principali e anche diverse vie del paese.

di Maria Chiara Ferraù