Omicidio Bruno, verso l’udienza preliminare

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Morosito

Il Gup del Tribunale  di Patti Onofrio Laudadio, ha fissato per il prossimo 22 Gennaio l’udienza preliminare a carico del 20enne Sebastian Oriti, autore del tragico accoltellamento avvenuto lo scorso 11 Febbraio a Rocca di Capri Leone, nel quale perse la vita il coetaneo Andrea Bruno. Il giovane, che da quel giorno si trova recluso presso il carcere di Termini Imerese, è accusato di omicidio volontario con l’aggravante della premeditazione e dei futili motivi. La richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Oriti, che è difeso dall’avvocato Decimo Lo Presti,  è firmata dal pubblico ministero Rosanna Casabona mentre nel procedimento figura come parte offesa Adele Pintabona, madre di Andrea Bruno, difesa dall’avvocato Giuseppe Mancuso. I fatti avvennero l’11 febbraio del 2013, a Rocca di Capri Leone, durante il periodo delle manifestazioni per il Carnevale. I due giovani, in lite per una ragazza contesa, da giorni si scambiavano screzi tramite i rispettivi profili Facebook. La lite, sfociò quindi, in una rissa la Domenica di Carnevale, nella palestra delle scuole di Rocca, dove si teneva una serata danzante. Sebastian Oriti ed Andrea Bruno si affrontarono, senza però andare oltre qualche spintone. Nulla lasciava presagire la tragedia che da li a poche ore sarebbe seguita. Sebastian Oriti, infatti, la mattina seguente, poco prima delle 8, secondo la ricostruzione degli inquirenti, attraverso le risultanze investigative condotte dai Carabinieri di Capri Leone, si apposta all’incrocio tra via Italia e via Europa, nei pressi della chiesa Maria Santissima del Tindari e proprio di fronte l’abitazione di Andrea Bruno.  Uscito di casa, il giovane meccanico trova quindi il rivale ad attenderlo, ricevendo , come confermato dall’autopsia, cinque coltellate al torace ed alla regione addominale.  Andrea Bruno riuscì a trascinarsi fino nell’androne della propria palazzina, quindi, soccorso da alcuni vicini, fu trasferito in ambulanza all’ospedale di Sant’Agata Militello, dove, subito poco dopo il disperato ingresso in sala operatoria morì per la recisione dei vasi iliaci e lo shock emorragico. Nel frattempo, i Carabinieri, rintracciarono Oriti, bloccandolo mentre  faceva ritorno nella sua abitazione.

di Giuseppe Romeo