“La mia valle”, risarcimento inammissibile

0
510

E’ inammissibile la richiesta di risarcimento per la restituzione di 3 milioni di euro di finanziamenti, ritenuti indebitamente percepiti, avanzata dalla procura contabile regionale nei confronti degli imprenditori titolari del complesso turistico “La mia valle” di Capo d’Orlando. Lo ha deciso la Corte dei Conti che ha ritenuto nulla l’azione legale per la tardiva notifica dell’atto di citazione nei confronti della Ecoturistica srl di Messina, nelle persone di Giovanni Manganaro e Francesco Paolo Milio,  e della Maina srl, con sede legale a Capo d’Orlando, rappresentata da Carmelo Bontempo ed Alessandro Matta. L’inchiesta sulla presunta truffa, ipotizzata dagli inquirenti, per la percezione di 3 milioni di euro della legge 488 per la realizzazione del complesso turistico sorto sulle colline sopra San Gregorio  partì nel 2007 e sfociò nel sequestro del complesso residenziale ed il successivo rinvio a giudizio dell’imprenditore agrumicolo ed ex consigliere comunale, Luciano Milio, deceduto nel Dicembre del 2010, e di altre 15 persone. La mattina del 28 Settembre 2007, furono posti i sigilli alla piscina, al plesso centrale, al bar annesso alle ville ed un deposito di legname. I primi dubbi sulla struttura sorsero nel 2004, dopo la denuncia di Legambiente sulla classificazione agricola dei terreni su cui sorge il complesso e sulla diversità tra l’originario progetto presentato al Comune e la struttura alberghiera che poi fu realizzata. Una serie di indagini, eseguite anche dalla Guardia di finanza di Palermo e dalla stessa procura contabile regionale, condussero fino all’ipotesi dell’indebita percezione delle agevolazioni economiche derivanti dalla legge 488 da parte delle due società per un valore di 3 milioni di euro. Riscontrato il danno erariale, nel giugno scorso la procura regionale ha citato in giudizio i quattro imprenditori, chiedendo il risarcimenti delle somme al ministero per lo sviluppo economico. La Corte dei Conti, come detto, in accoglimento delle tesi difensive dei legali Alvaro Riolo, Pietro e Valentina Matta, ha giudicato nulla la citazione, visto che il pubblico ministero aveva depositato la citazione a giudizio con dieci giorni di ritardo rispetto al termine del 27 Maggio 2013.

Morosito