Senza LSU Comuni a rischio paralisi

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Morosito

Un vuoto legislativo che rischia di provocare grossi disagi per i Comuni siciliani costretti addirittura a chiudere o ridurre importanti servizi in attesa dell’approvazione della proroga  triennale di Asu ed Lsu, già prevista nel testo della Finanziaria regionale approvata in commissione Bilancio e tutt’ora al vaglio dell’Ars. In particolare, mentre per gli Asu, in attesa del via libera alla proroga, i comuni hanno provveduto con proprie delibere alla copertura del 10% del costo già a loro carico, senza la proroga regionale gli Lsu  sono di fatto  lavoratori in nero, dunque, impossibile utilizzarli per le mansioni che già ricoprivano negli enti locali di appartenenza. A lanciare l’allarme e sollecitare il governo regionale è il sindaco di Sant’Angelo di Brolo, Basilio Caruso, che ha scritto al presidente Crocetta denunciando l’impossibilità di garantire servizi di pubblica utilità. “Senza l’utilizzo degli Lsu – dichiara Caruso – non possiamo garantire ad esempio gli interventi di manutenzione pubblica o  l’assistenza sui mezzi di trasporto scolastico per le scuole dell’obbligo” . A Sant’Angelo di Brolo, sono 23 gli Lsu utilizzati dal Comune, i quali, già da questa mattina, non possono prestare servizio. “Qualora la questione non dovesse risolversi a strettissimo giro  prosegue il sindaco Caruso –  dalla prossima settimana dovrà ridurre o sospendere altri importanti servizi  come la mensa, il trasporto e la pulizia dei locali comunali e di quelli del Giudice di Pace, fino alla ridotta apertura dell’asilo nido. “Non avendo disponibilità di personale per le sostituzioni – conclude il Sindaco – l’opinione pubblica prenderà coscienza dell’importanza che questi lavoratori svolgono nel Comune, considerati sempre in eccesso e troppe volte trattati come se fossero inutili”. Nel frattempo, la legge di stabilità regionale, già approdata all’Ars, prevede per le 16 di oggi il temine per la presentazione degli emendamenti al testo che passerà al vaglio dell’aula. Sabato a mezzogiorno partirà quindi il dibattito per l’approvazione entro il 10 gennaio.