Porto, la stretta finale

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E’ il momento di stringere davvero i fili di tutta la matassa e chiudere, in appena un mese, una trafila durata quarant’anni. Già dal 9 gennaio dovrebbero iniziare gli appuntamenti tra Capo d’Orlando e Palermo che permetteranno entro la fine di febbraio di avviare il cantiere per l’ultimazione del porto turistico di contrada Bagnoli.
In ballo quasi 50 milioni di euro, uno degli investimenti più rilevanti mai investiti sul territorio e sul quale si giocano le carte, che dovranno essere necessariamente ben spese, di una vasta area che va oltre Capo d’Orlando.
Dopo la decisione dell’Unione Europea di dare il via libera allo stanziamento da 13 milioni che si sommerà ai sette milioni già a disposizione del comune di Capo d’Orlando, la Eurovega, impresa che comparteciperà all’opera ottenendone in cambio la gestione, ha chiuso l’iter per un prestito da 13 milioni a tasso agevolato che le permetterà di eseguire la propria parte. Così, nel giro di un mese bisognerà prelevare a Palermo la concessione demaniale che permetterà di aprire il cantiere ed attendere (anche in questo caso i tempi sono stretti) gli accreditamenti dei finanziamenti del comune sul conto della società “Porto turistico di Capo d’Orlando”.
“Ormai non si può certamente tornare indietro- commentano all’ufficio tecnico del comune- quindi si tratta soltanto degli ultimissimi passaggi propedeutici all’avvio dei lavori che devono essere ultimati entro il 2015”.
Per quella data, infatti, l’impresa dovrà rendicontare le opere all’Unione Europea.
Ma c’è un passaggio che in questo momento viene trascurato ma rappresenta uno snodo cruciale per il futuro di Capo d’Orlando e del suo hinterland.
Sul porto, infatti, si giocano sfide fondamentali per lo sviluppo dell’area. E’ quindi necessario che di pari passo al cantiere si cominci a ripianificare la zona proprio sulla base di quello che l’opera potrà dare. Investimenti per nuove strade, per strutture turistiche, per riqualificazioni dei centri storici saranno indispensabili a dare un senso all’investimento. Per questo, sia il comune paladino che i centri limitrofi, dovranno pensare a modulare la prossima tranche di fondi europei proprio intorno al decollo turistico e di qualità della vita del territorio.

Morosito