Ficarra, “Globalità e periferie” a Palazzo Milio

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Morosito

Si inaugura stasera alle 18 a Palazzo Milio di Ficarra la mostra Micro esistenze fra globalità e
periferie, collettiva che riunisce le produzioni legate al progetto di residenze estive “Salotto
contemporaneo”, diretto da Mauro Cappotto, ospitato presso la Stanza della seta, sede del
Museo di Ficarra e nato per promuovere l’incontro diretto e costante tra le pratiche della ricerca
artistica contemporanea e il tessuto socio-culturale del territorio.
Prosegue, così, l’attività della Stanza della seta che, grazie all’avvicendarsi continuo di artisti e
curatori è diventata sede di riflessioni, osservazioni, scambi, interazioni, creazione e produzione.
Affascinante location che ricostruisce gli ambienti familiari del poeta siciliano Lucio Piccolo, oggi
sede di residenze d’artista, la Stanza della seta, da luglio a settembre, ha ospitato: l’artista
Giacomo Rizzo, che, insieme al poeta e curatore Antonio Arévalo, ha lavorato alla realizzazione di
un ciclo di opere (con i mezzi della scultura, installazione e scrittura), legate alla storia e alla
memoria del paese di Ficarra; da qui l’Input che ha dato il nome alla mostra finale. La curatrice e
critica d’arte Angelika Stepken, direttrice di “Villa Romana” di Firenze, ha proposto un programma
inserito nella “Rincorsa della lepre”: la presentazione del suo ultimo libro On One Side of the Same
Water, Artistic Practice between Tirana and Tanger (2012), del film L’attesa (2013), di Mario Rizzi
e la diffusione audio di una selezione a cura di Younes Baba-Ali e Anna Raimondo per Saout
Radio, web radio marocchina, attiva come piattaforma transdisciplinare, attraverso cui costruire
scambi tra strutture, enti e realtà artistiche europee, africane, asiatiche e del Medio Oriente. Di
seguito, la curatrice Alessandra Ferlito, da e attorno all’opera Sciopero generale di Maria Hélène
Bertino e Alessandro Gagliardo, ha interagito con gli abitanti di Ficarra attraverso una
programmazione sonora – un palinsesto quotidiano di contributi audio, selezionati o commissionati
per l’occasione a curatori, critici, artisti e creativi in genere – pubblicamente diffusa durante i giorni
della residenza. Federico Baronello, poi, artista fotografo, durante la sua permanenza ha affrontato
il tema della fragilità del territorio e il concetto di decadimento. Il suo lavoro di osservazione e
ricerca teorica e fotografica, tra i segni del paesaggio attraversato dal tempo e dall’intervento
umano, è stato intitolato Pantografie. Infine, nel mese di settembre, la Stanza della seta ha
ospitato lo scienziato Gaetano Foti che, durante il suo soggiorno, ha lavorato sul “mondo” della
famiglia Piccolo di Calanovella, con la collaborazione del grafico Francesco Lisi.
A conclusione di questo ciclo, la mostra Micro esistenze fra globalità e periferie presenta al
pubblico il prodotto di un incontro sorprendente, dai risvolti – talvolta – inaspettati. Linguaggi, modi,
culture differenti hanno avviato un dialogo tra il territorio e il suo “esterno”, e, al contempo, una
discussione che predilige la tendenza, sempre più accentuata, all’ibridazione e allo sconfinamento
geografico, disciplinare e formale. La questione centro-periferie, tra localismi e globalismi, può
ancora considerarsi aperta e da scrivere. La collettiva si offre – in questo senso – anche come un
contributo – sperimentale.