Piano ospedali, il valzer della Regione

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Passo indietro del governo regionale sul piano di razionalizzazione della rete ospedaliera. Il piano proposto in commissione sanità dall’assessore Lucia Borsellino ha, infatti, avuto una vita estremamente breve, appena un paio d’ore, giusto il tempo di essere esposto, risultare sgradito praticamente a tutti e quindi essere riposto nel cassetto. La scorsa settimana, lo ricordiamo, l’assessore Lucia Borsellino, in visita ufficiale agli ospedali di Patti e Barcellona, più una toccata e fuga al comune di Sant’Agata Militello, aveva annunciato le proprie idee per riorganizzare gli ospedali siciliani. Per quelli della zona tirrenico nebroidea, aveva prospettato l’unione tra Sant’Agata Militello e Mistretta, con mantenimento delle unità complesse esistenti e del punto nascite a Sant’Agata e la creazione di un’unità ospedaliera funzionale e complementare tra i due presidi. L’Ospedale di Patti avrebbe, invece, secondo gli annunci della Borsellino, camminato da solo, sorreggendosi sulla propria disponibilità organica di reparti e posti letto. Pochi giorni dopo, però, ecco il clamoroso dietro front. In quel piano presentato in commissione sanità, e comunque ritirato visto il coro trasversale di disapprovazione ricevuto, Sant’Agata, Patti e Mistretta figuravano nuovamente, come allo stato attuale,  come unico distretto, mentre l’altro distretto unico era rappresentato dai presidi di Taormina, Barcellona, Milazzo e Lipari. Questo, a quanto pare, a causa di un incredibile errore di calcolo. Il taglio previsto ai posti di lungodegenza e riabilitazione post acuzie a Patti avrebbe infatti messo a repentaglio il Barone Romeo, che non avrebbe più raggiunto quella soglia minima dei 120 posti letto necessari per la sopravvivenza. Ecco dunque la necessità di tornare ad allacciare con un solo cordone ombelicale Patti, Sant’Agata e Mistretta. Per questi ultimi due la proposta confermerebbe le dotazioni preventivate, senza riduzioni né tagli e la garanzia del mantenimento in vita. Sul piano di riorganizzazione, ritirato dalla Borsellino, è stata comunque riaperta la discussione con le aziende sanitari ed i parlamentari, per la presentazioni di emendamenti e correttivi, in attesa di giungere ad una bozza definitiva che metta tutti d’accordo.