Sant’Agata, quattro giovani assolti dall’accusa di violenza sessuale

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La terza sezione penale della Suprema Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio, la sentenza della Corte di Appello di Messina che aveva condannato cinque giovani di Sant’Agata Militello alla pena di tre anni di reclusione per violenza sessuale di gruppo. Tutti quindi, escono definitivamente dalla vicenda giudiziaria nella quale erano stati coinvolti otto ragazzi santagatesi di età compresa fra i quattordici ed i quindici anni ai quali erano stati contestati ben 14 capi di imputazione.
La vicenda ebbe inizio nel 2000 quando una quattordicenne, denunciò alla Polizia di Stato di una città del Nord Italia, una serie di episodi di violenza sessuale di gruppo cui sarebbe stata vittima per ben tre anni consecutivi proprio a Sant’Agata.
Il Gup del Tribunale dei Minori di Messina aveva rinviato a giudizio tutti i ragazzi ma poi il Tribunale, a conclusione di una lunghissima e tormentata battaglia giudiziaria, ne condannò sette di loro limitatamente a quattro soltanto dei capi di imputazione, assolvendo tutti gli altri.
Il processo di primo grado, che ha visto coinvolti i sette ragazzi accusati di violenza sessuale di gruppo ai danni della  minore, si è concluso con la dichiarazione di responsabilità per tutti gli imputati e con la conseguente condanna a quattro anni di reclusione, senza alcun beneficio di legge. Ma i Giudici di appello, ai quali i difensori degli imputati si sono rivolti, hanno ridimensionato le loro responsabilità, assolvendoli da altri due capi di accusa e, concesse loro le attenuanti generiche, hanno ridotto la pena a anni tre di reclusione con la sospensione condizionale. Due di loro erano risultati estranei alle accuse ed assolti già in secondo grado.
Quattro dei cinque ragazzi condannati, sostenendo la loro innocenza e la loro totale estraneità alle pesanti contestazioni loro rivolte, hanno deciso di ricorrere per Cassazione ed ora si è chiuso il caso giudiziario, durato ben tredici lunghi anni. La Cassazione, infatti, accogliendo i ricorsi dei loro difensori di fiducia, Giuseppe Mancuso e Santino Trovato, ha annullato senza rinvio con la formula perché il fatto non sussiste la sentenza della Corte di Appello di Messina, scrivendo la parola fine sulla triste storia che adesso si è chiusa con l’assoluzione.