Malasanità, il calvario di una donna

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Un vero e proprio calvario, prima medico poi giudiziario. A subirlo dal 2006 è una donna, della quale non riveliamo l’identità per ragioni di tutela della privacy. La donna, residente in un piccolo centro collinare sui Nebrodi, è rimasta vittima di un paio di errori medici, costretta a subire interventi e cure per porre rimedio alle complicazioni sorte, e, come se non bastasse, da anni vive la sua battaglia giudiziaria per ottenere il giusto indennizzo. Il tutto ha inizio sette anni fa quando la signora si affida alle cure odontoiatriche di uno specialista che opera in un centro tirrenico, il quale, dopo averla visitata, propende per un’estrazione dentaria. La donna viene quindi  sottoposta anche ad un intervento d’implantologia artificiale. Nel corso dell’operazione, che non raggiunge gli esiti sperati, sorgono però delle complicazioni, con il trapasso del seno mascellare. Il trauma provoca quindi una ulteriore patologia, quella che tecnicamente viene definita una “sinusite bimascellare cronica da lesione odontogena”.  Il calvario, però è appena cominciato. La paziente si rivolge ad altri specialisti fino a farsi visitare, nel Maggio 2007,  presso l’Ospedale Pubblico Civico Di Cristina e Benefratelli di Palermo. Qui, il chirurgo maxillo facciale opta per un intervento di revisione dei seni mascellari ma anche stavolta le cose non vanno per il verso giusto, provocando addirittura peggioramenti nella paziente, con l’insorgere di una infezione. La donna, da allora è costretta a sottoporsi a cure continue e ad interventi periodici presso centri specialistici del Nord Italia, a causa del danno ormai permanente. Accanto al calvario medico, come detto, c’è però anche quello giudiziario visto che dal 2012, la paziente ha affidato l’incarico al legale Salvatore Artino per chiedere il riconoscimento del danno subito. Il tribunale di Patti, presso cui è stata avviata l’azione civile,  a seguito di un Accertamento Tecnico Preventivo,  ha provato la responsabilità sanitaria sia del primo odontoiatra che del chirurgo del civico di Palermo ma le assicurazioni dei due sanitari, costituitesi in giudizio, continuano ad opporsi ed hanno chiesto nuovi accertamenti al Tribunale di Palermo, per la quantificazione del danno. L’azione penale nei confronti dei due medici non è stata invece avviata trattandosi di ipotesi di reato al limite della prescrizione.