San Fratello attende gli indennizzi

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Alla gente di San Fratello non bastano più promesse e rassicurazioni. Alle soglie del quarto anniversario della frana nemmeno l’impegno tangibile della protezione civile, certificato dalle decine di cantieri, dai lavori portati a termine e dallo sforzo degli uomini sul campo, può a questo punto essere sufficiente per lenire sofferenze e preoccupazioni di chi ha perso la propria casa o ha subito gravi danni ma ancora attende quell’indennizzo che permetterebbe di guardare al futuro con serenità. E’ questo il sunto dei sentimenti che la cittadinanza di San Fratello ha voluto esprimere ieri nell’incontro col capo del dipartimento regionale di protezione civile Calogero Foti. Il dramma più grande è per quanti hanno dovuto far fronte alla perdita della casa con l’affitto o l’acquisto di un nuovo appartamento, i cui contratti debbono ora essere onorati con i relativi  pagamenti. Le perizie tecniche da tempo presentate non hanno però dato luogo ancora ad alcun rimborso. Foti ha assicurato che un’apposita commissione passerà in rassegna tutte le perizie depositate e procederà, nel più breve tempo possibile, a liquidare gli indennizzi ma il nodo più grosso, che ha suscitato malumori e perplessità tra la gente, è stato quello della rivisitazione delle pratiche. In particolar modo c’è il problema dei certificati di abitabilità degli edifici abbattuti o danneggiati, di cui, si è detto nell’incontro, la quasi totalità degli appartamenti sarebbe sprovvista e per i quali i rispettivi proprietari avevano sopperito  con dei certificati storico catastali. Foti ha comunque garantito che una soluzione verrà trovata. All’attenzione della protezione civile, presente anche il direttore provinciale Bruno Manfrè, sono quindi state portate anche questioni più ordinarie, quali la mancanza di allaccio alla fognatura di alcune aree, la carenza di illuminazione pubblica, l’impossibilità di usufruire del gas per i riscaldamenti. Un altro inverno a San Fratello è ormai arrivato, la frana è alle spalle, quattro anni sono ormai trascorsi. La gente a questo punto non ha più bisogno di proposte ma solo di certezze. Riana, Stazzone, San Benedetto… nomi che fino a quattro anni fa rappresentavano solo alcuni dei quartieri di San Fratello ma che dal 14 febbraio 2010 sono diventati anche i centri nevralgici di quel corpo di frana che ha sconvolto il centro nebroideo. Prima del suo incontro con la popolazione, il direttore della protezione civile regionale, Calogero Foti, è voluto tornare per un sopralluogo tecnico, nei punti strategici della “zona rossa”.  Un sopralluogo soprattutto propedeutico per la redazione del nuovo piano di demolizioni. Nel suo percorso attraverso i cantieri, riavviati da pochissimo o in via di riattivazione grazie al rinnovo dell’ordinanza ferma dallo scorso Febbraio, Foti è stato accompagnato dal sindaco Fulia, dal dirigente provinciale Bruno Manfrè e dai geometri Alessandro Battaglia e Demetrio Crocco, punti di riferimento operativi a San Fratello.

Morosito