Forconi, niente blocchi nè paralisi

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Niente blocchi stradali, niente paralisi. Gli effetti delle ordinanze di divieto di assembramenti e blocchi stradali emessi dalle prefetture della Sicilia orientale hanno scongiurato il peggio. La protesta annunciata dal movimento dei “Forconi”, che minacciava di paralizzare nuovamente la Sicilia, coinvolgendo stavolta anche il resto d’Italia, ha prodotto conseguenze contenute. Nei gironi scorsi, dopo gli annunci dell’imminente mobilitazione, come da copione si erano registrati i soliti assalti a distributori di benzina ed ai supermercati, ma l’unico che ci ha guadagnato è lo Stato. Poco dopo è infatti giunto il dietro front prodotto non solo dai divieti imposti dai prefetti ma anche dalla spaccature del fronte dei manifestanti, visto che diverse sigle, Aias e Forza d’urto in testa, si erano dissociate. Ieri sera alle 22, ora Ics individuata dai Forconi per l’avvio della protesta, che dovrebbe durare sino a giorno 13, la situazione è rimasta dunque pressoché nella normalità. A Catania, gli esponenti del movimento si sono ritrovati presso il nodo strategico della barriera autostradale di San Gregorio, l’ hanno messo in atto il loro sit-in sotto stretto controllo delle forze dell’ordine, senza però alcuna conseguenza sulla circolazione stradale. Stamani il fronte dei manifestanti si è esteso , con presidi pacifici e volantinaggi, fino a raggiungere le piazze di Catania, e Siracusa, a Palermo in via Ernesto Basile e in piazza Indipendenza, davanti alla sede della presidenza della Regione, e poi Ragusa, Agrigento, Mazara del Vallo, Castelvetrano, Santa Ninfa. Alcamo, Castellammare del Golfo e Milazzo, tutti punti strategici nella rete di raffinazione petrolifera.
Anche a Capo d’Orlando, intanto, è giunta l’eco del movimento dei “Forconi”. Un manifestante, per quanto solitario, stamani ha fatto capolino nell’isola pedonale esponendo ai passanti le ragioni della sua protesta