Anche in Sicilia vince Renzi

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Morosito

Matteo Renzi punto e a capo. Il secondo tempo del Pd comincia con la travolgente vittoria del sindaco di Firenze che trionfa in Italia con il 68% delle preferenze, lasciando Cuperlo al 18 e Civati al 14. Anche la Sicilia ha scelto il “rottamatore” che si attesta al 60%, a vantaggio di Cuperlo che conquista il 28%, ad Enna è stato il più votato, Civati, invece, si ferma all’11. Nella provincia di Messina, 79 i seggi compresi quelli della città,  il vincitore è Matteo Renzi con 10. 235 voti, pari al 63,91% del totale,  seguono Gianni Cuperlo con 3.405 (21,27%%) e Pippo Civati con 2.372 (14,81%). Alla chiusura delle urne nella provincia di Messina l’affluenza è stata di 16.044 votanti, di cui 3.534 nel capoluogo. Negli otto seggi della città dello stretto  la percentuale per il sindaco di Firenze si abbassa,  con 1.985 voti (56,71%), mentre le distanze tra gli altri due sfidanti si riduce ad appena 34 voti,  con Cuperlo  al 22, 14% (774voti) e Civati al 21, 14% (740 voti). Dati alla mano, per il gruppo Panarello il 22,14% di Cuperlo è deludente, sorprendente, invece, il risultato di Civati se si considera che i civatiani a Messina non avevano alle spalle alcun deputato. In base alle percentuali riscontrate i nove seggi spettanti alla provincia di Messina e quindi i delegati per l’Assemblea nazionale potrebbero essere così ripartiti:  Renzi 6, Cuperlo 2, Civati 1. I nove componenti dell’Assemblea saranno tutti nuovi, tranne Laccoto che ne faceva già parte. Tutti gli altri candidati nelle tre liste sono infatti nuovi rispetto agli uscenti. «Nonostante il calo dei votanti, da qui riparte il Pd – dichiara il segretario provinciale Basilio Ridolfo. I risultati confermano la necessità di investire su una nuova classe dirigente, anche facendo leva sulle risorse che provengono dalla provincia. Un particolare ringraziamento, ci tengo a ribadirlo, va agli oltre 350 volontari impegnati per oltre 13 ore nei nostri circoli e gazebo per garantire il regolare svolgimento di questo straordinario esercizio di democrazia».