Mutui fantasma, nuovi sequestri a Brolo

0
50

Lo scandalo dei “mutui fantasma” a Brolo continua a riservare capitoli sorprendenti. Dopo le dimissioni del Sindaco e della maggioranza dei consiglieri comunali, l’inchiesta della Procura di Patti non ha subito rallentamenti. Anzi, proprio nella giornata di ieri, l’indagine pare aver avuto una ulteriore accelerazione visto che gli uomini della Polizia Giudiziaria del Tribunale, insieme ai colleghi della Compagnia dei Carabinieri di Patti si sono presentati all’ufficio ragioneria del comune ed alla banca alla quale è affidato il servizio di tesoreria per sequestrare nuovi ed importanti carte. Stavolta, quindi, non una acquisizione, ma un atto di sequestro per vedere chiaro su alcuni passaggi avvenuti negli ultimi giorni, proprio alla vigilia delle dimissioni del sindaco Salvo Messina.
All’attenzione della Procura un trasferimento di 1.632.000 euro alla Cassa Depositi e Prestiti a Roma giunto dal Comune di Brolo. Non si sa chi abbia disposto l’invio della somma ed a che titolo, anche se tutto pare collegato alle dichiarazioni rese in aula nell’ultimo Consiglio Comunale dal sindaco e dal ragioniere in cui si parlava di un conto vincolato di quasi 2 milioni e della disponibilità a tornare alla Cassa Depositi e Prestiti i soldi ricevuti per un’opera mai realizzata ed un’altra pagata con un finanziamento regionale.
Sembra quindi un tentativo in extremis che al Comune di Brolo qualcuno ha fatto per dimostrare che la gran parte dei 2 milioni e 600.000 euro ottenuti con i mutui non sono stati sottratti indebitamente.
Gli inquirenti, comunque, vogliono capire da dove siano arrivati nel giro di poche settimane questi soldi al Comune, visto che lo stesso Sindaco aveva dichiarato che i mutui erano stati utilizzati per spesa corrente.
Al vaglio c’è la particolare coincidenza che la somma spedita alla Cassa Depositi e Prestiti corrisponde esattamente all’ammontare dello stanziamento statale per il pagamento dei debiti ai fornitori. Una seconda tranche che il Comune aveva annunciato (rispondendo ad una precisa richiesta del consigliere Scaffidi Lallaro) di non aver richiesto. Insomma un rompicapo sempre più complesso, che in Procura si tenta di sciogliere incrociando carteggi prelevati a Brolo con quelli in arrivo da Roma ma anche con qualche spontanea ammissione rese nelle scorse settimane da qualche funzionario che si è presentato direttamente in Caserma.

Morosito