Sant’Agata, battaglia al Cga per i seggi

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Morosito

Annullare e riformare la sentenza del Tar di Catania ed ottenere la revisione dei risultati elettorali delle elezioni amministrative di Sant’Agata Militello  dello scorso Giugno, attribuendo al sindaco eletto Carmelo Sottile la maggioranza dei seggi in consiglio comunale e la propria proclamazione al civico consesso. La già candidata consigliere nelle liste del Partito Democratico Rita Fachile torna alla carica e propone  per tramite del proprio legale Paolo Starvaggi un nuovo articolato appello al cga. Nel ricorso viene ancora una volta ripercorsa la cronistoria del voto a Sant’Agata Militello con l’attribuzione degli undici consiglieri alla coalizione del candidato sindaco sconfitto Benedetto Caiola e nove a quella che ha sostenuto l’attuale primo cittadino. L’avvocato Starvaggi rileva però erroneità ed illogicità della sentenza del Tar, incoerenza sistematica delle motivazioni di rigetto, violazione del principio di uguaglianza, di ragionevolezza e del buon andamento dell’amministrazione. Nel ricorso al Tar, lo ricordiamo, era stata eccepita l’errata interpretazione delle legge elettorale che prevede espressamente l’attribuzione del premio di maggioranza alla coalizione in appoggio al sindaco eletto, che non ha ottenuto il 60% dei voti, anche solo al raggiungimento del 40% dei voti validi, sempreché nessun’altra lista o gruppo di liste abbia già superato il 50% dei voti validi. Secondo i ricorrenti,  sarebbe “snaturata e priva di significato” l’attribuzione del premio di maggioranza. In quel ricorso al Tar furono altresì sollevati vizi di costituzionalità dell’articolo 2bis della legge regionale del 15 Settembre 1997 numero 35, nella parte in cui il raggiungimento del 50 + 1% da parte delle liste collegate al sindaco eletto impedisca l’attribuzione del premio di maggioranza. Il Tar si pronunciò quindi, lo scorso 24 Ottobre, per il rigetto del ricorso. Nell’appello al Cga vengono ora prospettati anche un vizio di omessa pronuncia da parte del Tar, riguardo l’eccezione delle due sole coalizioni concorrenti all’assegnazione dei voti, la violazione del principio del voto disgiunto nonché l’abnormità della decisione rispetto ai principi enunciati dalla corte costituzionale. Ribadita, infine, la fondatezza della questione di legittimità costituzionale già proposta dinnanzi al Tar.