Le dimissioni di Salvo Messina.I passaggi salienti

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“Esco dalla politica per riprendermi quella vita che per 12 anni non ho potuto avere, sacrificandomi per dedicarmi al mio comune”.
Con le lacrime agli occhi, il sindaco Salvo Messina ha rassegnato così le proprie dimissioni chiudendo una esperienza politica naufragata sotto ciò che sta emergendo dall’inchiesta giudiziaria sui “mutui fantasma”.
Ma Messina ha deciso di chiudere la sua esperienza politica spostando l’attenzione sull’aspetto politico della vicenda, prendendo atto della dissoluzione della maggioranza verificatasi nel drammatico consiglio comunale della scorsa settimana, durante il quale anche il presidente del consiglio, Maria Ricciardello, ha chiesto un “gesto di responsabilità”. Ed alla fine, il gesto, è quello di sindaco e maggioranza visto che anche gli 8 consiglieri eletti nello schieramento del primo cittadino, hanno deciso di dimettersi. Tutti a casa, quindi.
“Sono amareggiato e deluso- ha esordito il sindaco Messina- per tutto ciò che è successo. E sono soprattutto amareggiato per come, in poco più di un anno, si sia dilaniata l’immagine che avevamo costruito in 20 anni per Brolo.”
Poi il sindaco rivendica ancora la sua estraneità alle vicende dei mutui ed all’inchiesta in corso.
“Credo di aver sbagliato a permettere che il consiglio comunale della scorsa settimana- ha aggiunto- si trasformasse in un processo sommario, ma ero e sono convinto di aver agito nella legalità. Certamente, però, non posso che prendere atto di non aver capito cosa stesse accadendo in comune. Così, in attesa che la magistratura faccia chiarezza, io mi faccio da parte lasciando che sia un commissario a portare Brolo alle elezioni in fretta”. Le dimissioni di Messina, infatti, aprono alle elezioni per la finestra regionale di aprile-giugno. L’uscita di scena del sindaco, comunque, lascia ancora spazio alle polemiche per le dimissioni della maggioranza che porteranno anche alla decadenza del consiglio