Da impiegati a creditori

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Non si conosce ancora l’ammontare del debito ma per la GM Srl, si può parlare di un vero e proprio crack. Il Tribunale di Patti, con la sentenza n. 13 del 2013 ha decretato il fallimento della società di call center, con sede centrale a Motta d’Affermo, di cui amministratore unico è Giuseppe Mauro, già in passato coinvolto nello scandalo di altre società di telecomunicazioni. Il problema adesso, però, è capire cosa dovranno aspettarsi i centinaia di lavoratori, che hanno percepito un solo stipendio in 9 mesi, dopo aver versato 700 euro per frequentare un corso propedeutico all’assunzione. L’attivo fallimentare non è sufficiente a soddisfare le somme spettanti, praticamente la società non ha i soldi per pagare gli arretrati. Ma secondo la legge, i lavoratori hanno diritto ad accedere al fondo di garanzia dell’Inps, che prevede il pagamento di tre mensilità e del TFR. Possibilità contemplata dal diritto fallimentare anche in caso di dimissioni per giusta causa, come appunto il mancato pagamento degli stipendi, nonostante l’azienda non abbia mai licenziato nessuno. Ma tutto questo sarà possibile solo quando ci sarà quella che tecnicamente si definisce insinuazione a passivo per il riconoscimento del credito. In una parola, quando saranno a tutti gli effetti riconosciuti come creditori. L’udienza per l’esame dello stato passivo è stata fissata per il 18 marzo 2014, davanti al Giudice Delegato del Tribunale di Patti, Salvatore Saija. Passeranno ancora mesi e mesi, quindi, prima che gli ex impiegati dei call center abbiano quantomeno una parte di ciò che spetta loro. Anche se un centinaio di lavoratori, assistiti dalla CGIL di Messina, stanno già percependo l’indennità di disoccupazione. Il sindacato continua ad essere impegnato su un altro fronte, quello relativo ai 250 impiegati che alla data del fallimento risultavano ancora in forza all’azienda, per loro potrebbe essere applicata  la procedura del licenziamento collettivo. “Una delle prime cose che stiamo facendo – ha dichiarato il dottore Salvatore L’Abbate curatore fallimentare – è verificare la posizione di ogni singolo lavoratore, e qualora ne abbiano i requisiti possano accedere alle misure di sostegno al reddito”.

Morosito