Caso mutui, l’attesa di Brolo

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salvo messina

Le ore, i giorni passano, ma a Brolo tutto è immobile, fermo alle parole, alle immagini di un consiglio comunale che doveva chiarire e che non ha chiarito il mistero dei mutui assunti all’insaputa dell’amministrazione. L’attesa è rivolta alle mosse della Procura di Patti che ha nelle mani file e documenti sequestrati in Comune e alla Cassa Depositi e Prestiti per risolvere un giallo davvero intricato. Il Sindaco Salvo Messina, provato dalla vicenda, ha ricostruito in una relazione letta in Consiglio le indagini personali condotte per ricostruire movimenti e pagamenti, compresa la scoperta di un conto vincolato nella tesoreria Unicredit con un saldo positivo di quasi due milioni, grazie al reintegro dei vincoli utilizzati. “Oggi – ha detto il Sindaco – quasi la totalità di quelle somme sono vincolate in questo fondo e possono essere utilizzati per lo scopo iniziale”. “Con le risorse accantonate in questo conto – ha ribadito il ragioniere Arasi – siamo pronti a restituire l’importo del mutuo del palasport”. Una scappatoia che non chiarisce, però, la montagna di domande sul come si sia arrivati ad incassare duemilioni e 600mila euro di mutui con delibere chiaramente modificate. I cinque avvisi di garanzia emessi dalla Procura e necessari per il sequestro di documenti e computer, paiono solo l’inizio dell’indagine giudiziaria che, a quanto sembra, prosegue spedita. Poi c’è l’aspetto politico, con la clamorosa dichiarazione del presidente del Consiglio Maria Ricciardello che ha chiesto le dimissioni del Sindaco. A mente fredda, il presidente che dal 1997 ha vissuto da protagonista le vicende politiche ed amministrative di Brolo, ci torna su: “E’ stata una scelta assolutamente personale, condivisa solo con la mia famiglia – afferma la Ricciardello. Prima del Consiglio l’ho anticipata al gruppo di maggioranza e preciso che non è una scelta che ha padrini politici. Sono affettivamente vicina a Salvo e costernata per tutto ciò che è emerso”, ha dichiarato il presidente. Ma l’intero gruppo di maggioranza, con la richiesta fatta al sindaco di produrre entro la prossima settimana l’elenco dettagliato dei pagamenti effettuati grazie alle somme giunte dall’assunzione dei mutui, pare concedere una fiducia a tempo.

Di seguito, il testo integrale della relazione del Sindaco Salvo Messina sui “mutui fantasma” letta nel Consiglio Comunale del 27 novembre

Signor Presidente,

Signori Consiglieri
Eccomi qui…

Forse qualcuno sarà sorpreso di vedermi, dopo i fatti di stamani, che presto di dirò.

Ad altri farà piacere ascoltarmi, molti vorranno sapere… ne ho sentite tante su di me in questi giorni…

Andiamo a stamani.

Mi è stato notificato un avviso di garanzia, come persona indagata.

Le indagini riguardano non solo i mutui tanto famosi, ma l’analisi dei bilanci dal 2010 al 2013 di questo comune. Immagino per gli esposti presentati dal revisore dei conti.

La procura ha sequestrato atti e file che riguardano le vicende oggetto dell’indagine.

Non faccio una questione di persone, forse in questo caso avrei fatto altre scelte, ma sono qui in rispetto ad un’Istituzione, e soprattutto di un cittadina che vi ha votato e che poi ha dato a me tantissimi voti, un consenso plebiscitario … e queste parole sono a loro, principalmente, rivolte  e quindi a voi che li rappresentante.

Questo era un breve inciso, per me importante, da fare….

Ma andiamo ai fatti. Quelli per i quali siano qui.

L’intervento dei Carabinieri di oggi è una conseguenza di quanto richiesto i primi giorni di  novembre.

Infatti solo pochi giorni fa, l’Autorità Giudiziaria aveva richiesto copia degli atti, che sono stati puntualmente consegnati ed io personalmente – il 18 di questo mese – ho provveduto a fornire agli inquirenti tutti i dati necessari per le opportune verifiche in merito ai due mutui contratti con la cassa depositi e prestiti.

Quindi il sequestro di oggi non mi sorprende, stava nei fatti ed è una con sequenza di questi.

E ritengo atto dovuto anche l’avviso di garanzia n ei miei confronti come capo dell’amministrazione.

Quindi

Ritengo doveroso, informare il Consiglio perché lo stesso possa adottare le proprie determinazioni, previa esatta conoscenza dei fatti.

In via preliminare desidero evidenziare che la mia assenza dal Consiglio Comunale del 4 Novembre scorso era dovuta al semplice fatto, che prima ho ritenuto giusto fornire atti ed elementi all’autorità giudiziaria e poi al consiglio comunale,  prova ne sia che nella mia missiva avevo semplicemente comunicato al Presidente la richiesta di differimento del consiglio.

Quindi nessuna fuga, nessun volersi nascondere.

Non è nel mio costume, come non lo è fuggire dalle responsabilità, quando queste ci sono.

Proverò con questa breve relazione asettica con numeri ed atti, che poi lascerò da allegare alla delibera  di questo Consiglio, a fornire elementi che possono meglio far inquadrare una vicenda sicuramente delicata, ma che forse,  non particolarmente approfondita, almeno su alcune sfaccettature.

Probabilmente parte della “confusione” creata è stata dovuta proprio al mio silenzio, tutto ciò ha creato non pochi dubbi sia nei consiglieri comunali , ma soprattutto in tutta la cittadinanza .

Una frase che generalmente viene detta  in circostanze con cosi tanta tensione è “quella che sono sereno”, imbroglierei a me stesso ed a voi dicendolo, non posso esserlo non tanto per l’avviso di garanzia odierno, proprio per che attraverso questo potrò in quelle sedi difendermi e chiarire  la mia posizione, ma per la quantità di fango che mi è piovuta addosso in queste settimane.

Una quantità che è  stata veramente eccessiva, tante sono state le illazioni, abbiamo rivisto i manifesti, questa volta molto più cortesi, i consiglieri hanno evitato le foto  ….

Non vi nascondo di essere molto provato dalla pressione mediatica;

non vi nascondo di essere molto provato dalle sentenze “politiche” già passate in giudicato, quando ancora, risulto solo di essere indagato;

sono provato  dalle  prese di distanza da chi nel dubbio e senza conoscere fatti ed atti preferisce stare lontano da chi potrebbe sporcargli la patente di moralità.

Ne ho sentite di cotte e di crude… ho visto quindi amici starmi vicini, qualcuno osservarmi, qualcuno andar via, senza domandar nulla, ognuno ha la sue verità, le sue certezze, diventa giudice, carnefice, aguzzino, ma anche assolutore, capace di comprendere i fatti, inquadrarli, guardare al “ qui prodest”.

Ma questi sono altri fatti… altre scelte.

Tutti episodi  che stanno lasciando in me una profonda ferita politica e personale, facendomi comprendere che nulla di “personale” può esistere in politica

Qualcuno me l’aveva già detto, ma solo passandoci, toccando con le proprie mani le varie bassezze umane tinte da politichese, si può rendersi conto.

Resisto agli attacchi perché tanta gente continua a darmi fiducia e me lo dimostra giorno dopo giorno e a loro che guardo e – come ho detto prima –  a loro  rispondo.

Per ritrovare tanta aggressività nella politica Brolese dobbiamo ritornare indietro di almeno 30 anni.

Aggressività che non si è limitata a colpire me, ma tutti quelli vicini a me.

D’altronde lo sappiamo, la macchina del fango è impietosa.

Quando il fango viene messo nel ventilatore  schizza su tutto,  nessuno si salva, dalle persone “veramente “ vicine , fino – addirittura questa volta – all’azienda della mia famiglia, che come tante altre belle realtà del nostro paese vive , lavora e da lavoro a decine di persone nel silenzio assoluto.

Ma nemmeno lei in questi momenti di scontro riesce a rimanere fuori.

Nessuno sconto a nessuno.

Quando parlo di scontro non mi riferisco solamente ai consiglieri di Minoranza , ma a tutti quegli ex protagonisti della politica Brolese, rimasti fuori negli ultimi decenni, che oggi scalpitano per rientrarci in qualche maniera, dalla porta o dalla finestra , poco importa l’importante è – per loro, bocciati dalla storia, bocciati dal popolo – pensar di poterci star dentro.

Di ritornate come nei vecchi film dell’horror.

Credo che, a prescindere dalla realtà dei fatti, le mie dimissioni andrebbero bene veramente a tanti.

Andrebbero bene a quelli che mirano ad acquisire quei posti che la gente gli ha negato ormai da tanti anni, ma assieme a loro in questo momento particolare si trovano anche persone che hanno altri e ben più importanti interessi in questo Paese.

Ci sarà un momento dove tante verità verranno fuori. Tutti assieme, appassionatamente .

Vedremo, con la responsabilità che credo sempre io ho avuto , cosa succederà nei prossimi mesi

Andiamo ai fatti.

Con la delibera n. 179 del 23 dicembre 2010,  viene approvato  il progetto definitivo relativo al “miglioramento sismico della scuola elementare centro di piazza Roma … “ con una compartecipazione dell’ente di 157 mila euro. Il resto con un finanziamento regionale. L’opera viene appaltata e viene completata.

Andiamo agli aspetti burocratici del “palazzetto”.

Con la delibera n.140 del 3 ottobre 2011, la giunta ha deliberato l’approvazione del progetto definitivo “palazzetto dello sport polivalente” con una compartecipazione dell’ente di 500 mila euro.

Con le delibera dell’aprile 2013 avendo perso il finanziamento regionale la giunta approva una nuova approvazione di progetto.

Nel mese di maggio, poi, la giunta revoca la delibera precedente, anche se era stata già indetta la gara e aggiudicata la gara di appalto. Rimane in atto solo l’approvazione del 2011.

E’ evidente ed è sotto gli occhi di tutti il palazzetto non è esistente, per una scelta politica di quest’amministrazione che ha deciso con quella revoca di non procedere a nuova gara di appalto.

E’ chiaro che dalle delibere approvate in giunta rispetto a quelle approdate alla cassa depositi e prestiti ci sono delle sostanziali incongruenze.

Ma per la complessità degli atti, per la complessità degli attori in gioco, oggi non mi sento di dare giudizi su chicchessia e di giudicare nessuno, di individuare colpevoli..

Ormai dopo i sequestri di oggi dobbiamo avere la pazienza, prima di giudicare, di aspettare il giudizio dell’ente indagatore.

Solo allora potremmo realmente capire come sono andate le cose, se ci sono colpe, se ci sono responsabilità.

Oggi posso assumermi la responsabilità politica di dire c’è qualche cosa che non è come doveva essere.

E da capo dell’amministrazione farò di tutto per fare chiarezza, assumendomi le giuste responsabilità.

Ma oggi tralasciando quest’aspetto, importante ma non unico sono in quest’aula per dare una risposta a voi Consiglieri ed alla Cittadinanza tutta, che chiede, con forza, di sapere, se quei soldi sono stati veramente erogati?

Che chiede  a che cosa sono serviti ?

Che vuol sapere se era possibile utilizzarli?

Che vuole sapere se questi costi ricadranno sulle loro tasche.

Permettermi, prima di parlare di soldi, mi sembra doveroso chiarire un altro mistero.

Quello sul famoso avviso, scomparso dagli uffici e ricomparso nelle cassette postali di altri.

Ho effettuato una verifica relativamente a quell’avviso la cui copia era presente nella  relazione del Revisore dei Conti consegnata al Consiglio Comunale in data 4 novembre 2013.

In quella relazione vi era allegata la fotocopia di un avviso di bonifico da parte della Cassa Depositi e Prestiti al Comune di Brolo con causale di pagamento “ fattura n° 7 ditta CMC “.

Desidero evidenziare che, da un controllo effettuato dal sottoscritto e dal Segretario Comunale, quell’avviso dal protocollo generale dell’ente è stato indirizzato all’ufficio tecnico.

Da una ulteriore verifica, quell’avviso non è stato rinvenuto negli atti dell’ufficio tecnico, per tale motivo lo stesso Segretario Comunale aveva già inoltrato apposita denuncia di smarrimento presso la locale stazione dei carabinieri.

In merito a tale avviso, dopo attente verifiche al protocollo dell’ente e all’ufficio tecnico, posso affermare che non esiste alcuna  fattura “n°7 della ditta CMC”, introitata presso il Comune di Brolo.

L’impresa CMC ha effettuato in passato un lavoro pubblico nel nostro comune, ho verificato tutti i pagamenti erogati alla ditta in questione, e dalla verifica fatta (effettuata anche dal revisore dei conti, la dott.ssa Vinci) posso affermare che all’impresa sono state pagate esclusivamente fatture per i lavori effettuati nella costruzione della scuola elementare di contrada piana.

NESSUN PAGAMENTO DIVERSO

Il secondo controllo, sicuramente il più importante, è stato quello di una verifica sui flussi di cassa, acquisendo il Giornale di Cassa in entrata 2012 e 2013 , gli ordinativi di incasso, gli estratti conto  del conto corrente n: 000300020305.

Da questi ho verificato che nel 2012 e nel 2013 nei conti corrente dell’ente sono entrati i seguenti accrediti da parte della Cassa Depositi e Prestiti.

Come ha fatto il revisore dei Conti anch’io ho fatto i miei controlli sulle due Annualità .

 

Da tale controllo e’ emerso che :

 

con l’ordinativo n.27 del 19 gennaio 2012

accredito cassa depositi e prestiti di € 170.000,00

 

con l’ordinativo n.163 del 26 marzo 2012

accredito cassa e depositi e prestiti di €413.964,79

 

con l’ordinativo n.282 del 08 giugno 2012

accredito cassa e depositi e prestiti di € 150.480,12

 

con l’ordinativo n.394 del 23 agosto 2012

accredito cassa depositi e prestiti di € 135.155,09

 

con l’ordinativo n.425 del 17 settembre 2012

accredito cassa depositi e prestiti di € 59.875,39

 

con l’ordinativo n.451 del 02 ottobre 2012

accredito cassa depositi e prestiti di € 194.352,82

 

con l’ordinativo n.495 del 29 ottobre 2012

accredito cassa depositi e prestiti di € 246.067,45

 

con l’ordinativo n.565 del 12 dicembre 2012

accredito cassa depositi e prestiti di €98.148,36

 

con l’ordinativo n.121 del 25 febbraio 2013

accredito cassa depositi e prestiti di € 294.244,35;

 

per un totale di accrediti € 1.762.288,37.

 

Desidero evidenziare che nella relazione del Revisore dei Conti – quella che tutti avete avuto – il totale degli accrediti rinvenuti dalla dott.ssa Vinci è di € 1.199.899,95.

Differenza probabilmente dovuta al non conteggio degli accrediti di € 170.000,00 , di € 98.148,36 e di € 294.244,35 .

Dalle  verifiche da me effettuate posso affermare che le somme sono entrate tutte nei conti correnti del comune, e dal pareggio con il Giornale di Cassa delle Uscite si evince che tali somme vengono utilizzate per finanziare la spesa corrente dell’ente.

Desidero evidenziare che anche il Revisore nella sua relazione giunge ad un conclusione simile scrivendo testualmente “le entrate del mutuo sono, presumibilmente, state utilizzate per finanziare la spesa corrente …… ”

Continuando asetticamente la mia Relazione desidero evidenziare che il decreto legislativo 267/2000  all’art.195  recita testualmente

“Gli enti locali, ad eccezione degli enti in stato di dissesto finanziario sino all’emanazione del decreto di cui all’articolo 261, comma 3, possono disporre l’utilizzo, in termini di cassa, di entrate aventi specifica destinazione per il finanziamento di spese correnti, anche se provenienti dall’assunzione di mutui, con istituti diversi dalla Cassa depositi e prestiti, per un importo non superiore all’anticipazione di tesoreria disponibile ai sensi dell’articolo 222.

 2. L’utilizzo di somme a specifica destinazione presuppone l’adozione della deliberazione della Giunta relativa all’anticipazione di tesoreria di cui all’articolo 222, comma 1, e viene deliberato in termini generali all’inizio di ciascun esercizio ed è attivato dal tesoriere su specifiche richieste del servizio finanziario dell’ente.”

Le delibere previste dall’art.195, nei termini previsti dalla norma, sono state regolarmente adottate dall’ente in ogni esercizio finanziario  (si allegano in copia).

Ma aggiungo che:

Un parere illuminante è quello dato dalla Corte dei Conti della Regione Abruzzo al sindaco di Cupello

del. n. 91/2011/PAR

Molto chiaro e’ il parere n:9/2011 della  Corte dei Conti in Sezione regionale di controllo per l’Abruzzo

 

Il Sindaco del Comune di Cupello (CH)

Pone il seguente quesito:

 

Considerato che questo Ente non ha, in data odierna la possibilità di avere certificati i trasferimenti dello Stato a seguito della sopravvenuta riforma del federalismo fiscale e municipale;

  Tenuto conto che, con l’approssimarsi della scadenza delle rate dei mutui contratti con Cassa DDPP ed altri Istituti di Credito, lo stesso Ente Comunale si trova nelle condizioni di raggiungimento di utilizzo massimo dell’anticipazione di Tesoreria;

 Tenuto conto che il Comune di Cupello ha presso la stessa tesoreria fondi a destinazione vincolata per opere programmate, ma non appaltate e portate a esecuzione, e che l’Amministrazione al momento non intendere mettere in atto;

 Alla luce di tali premesse, onde poter consentire il normale andamento dell’attività amministrativa, tra cui i pagamenti nei confronti di assicurazioni, utenze e servizi indispensabili si chiede se l’Ente è nelle condizioni di chiedere l’attuazione delle circolari n. 15 e 18 del 1997 del Ministero dell’Interno che consentono di derogare al limite massimo dell’anticipazione di tesoreria per un importo pari all’entità di trasferimenti dello Stato”

L’utilizzazione per cassa di entrate a destinazione specifica è consentita dagli artt.222 e 195 del TUEL, quale strumento per sopperire a momentanee carenze di liquidità, quantitativi e procedimentali,

Gli investimenti, ai quali quelle somme sono generalmente destinate, o di effettuare comunque i relativi pagamenti.

 

Risposta

Dalla richiesta di parere del Comune di Cupello, comunque, si suppone che la stessa si riferisca all’utilizzo delle entrate a specifica destinazione di cui all’art. 195 del TUEL (D.lgs. 267 del 18/08/2000

Utilizzo di entrate a specifica destinazione”  il quale specifica il loro utilizzo in termini di cassa nel modo seguente :

 Da quanto su esposto si evince che il Comune può ricorrere all’utilizzo per cassa dei fondi a destinazione vincolata ogni qualvolta non possiede fondi per provvedere ai pagamenti delle spese correnti,ciò in alternativa all’anticipazione di Tesoreria.

Secondo l’art. 195, pertanto, il Comune può disporre l’utilizzo in termini di cassa di entrate aventi specifica di destinazione per finanziare spese correnti per un importo non superiore ai 3/12 delle entrate accertate nel penultimo esercizio precedente, previa adozione di delibera della Giunta all’inizio dell’anno.

Con i primi introiti, non soggetti a vincolo di destinazione, dovrà essere ricostituita presso la tesoreria, la consistenza delle somme vincolate, momentaneamente utilizzate per cassa per il pagamento di spese correnti.

L’articolo 222 del TUEL prevede, altresì, che il tesoriere conceda all’ente anticipazioni di tesoreria finalizzate a fronteggiare momentanee difficoltà di cassa derivanti dallo sfasamento temporale dell’effettuazione dei pagamenti rispetto alla realizzazione dei flussi di riscossione delle entrate.

Si ritiene che “le anticipazioni operino alla stregua di un normale scoperto di conto corrente, sia nel senso che si estinguono automaticamente (a seguito di riscossioni sufficienti a formare corrispondenti disponibilità di cassa) e sono riaccese al ripresentarsi di nuovo fabbisogno, sia nel senso che gli interessi a carico dell’ente decorrono dal momento dell’effettivo esborso, mediante pagamento di queste risorse.

A tale proposito, il Ministero degli Interni ha emanato la circolare n. 15/1997 con la quale si dettano “nuove disposizioni in materia di tesoreria unica e trasferimenti erariali agli enti locali”.

In particolare, per ciò che concerne l’ utilizzo dei trasferimenti erariali in presenza di un fondo di cassa costituito prevalentemente da entrate a specifica destinazione ha così previsto:

E’ facoltà degli enti locali, ivi compresi gli enti in stato di dissesto finanziario e di quelli che non hanno ricostituito i fondi vincolati utilizzati in precedenza, disporre delle entrate a specifica destinazione nei limiti delle anticipazioni di tesoreria di cui all’articolo 38, del decreto legislativo 25 febbraio 1995,n. 77 e sue successive modificazioni.

 Qualora nonostante le citate anticipazioni l’ente non abbia ancora raggiunto il limite di legge necessario per accedere ai trasferimenti erariali giacenti presso la tesoreria, è facoltà degli stessi eccedere i limiti di cui al citato articolo 38 purché venga contenuto in misura non superiore all’ammontare dei trasferimenti erariali senza vincolo di destinazione che di volta in volta si renderanno disponibili presso le tesorerie.

Successivamente, con la circolare n. 18/1997 il Ministero dell’Interno ha ulteriormente specificato in ordine alle problematiche connesse all’utilizzo dei trasferimenti erariali in presenza di un fondo di cassa costituito in tutto o in parte da entrate a specifica destinazione.

Pertanto, così come precisato dal Ministero degli Interni con la circolare n. 18/1997 che rettifica parzialmente la n. 15/1997 si può affermare che gli enti possono ulteriormente utilizzare le somme a destinazione vincolata nei limiti dei trasferimenti erariali, senza vincolo di destinazione, che si renderanno via via disponibili presso la competente

Ritengo di assoluta importanza chiudere tale relazione evidenziando, un aspetto che ad oggi nessuno ha richiesto.

Che da un ulteriore verifica bancaria ho riscontrato che alla data del 18 Novembre – quindi solo pochi giorni fa –  esiste presso l’UNICREDIT BANCA “un conto vincolato cassa depositi e prestiti”con un saldo positivo di € 1.962.334,13,                                                    conto vincolato di reintegro dei vincoli utilizzati, così come previsto dalla legge.

Sicuramente questo dato ci permette di dire che anche se quelle somme negli anni sono state utilizzate per finanziare ordinaria amministrazione, e quando parlo di ordinaria amministrazione parlo di stipendi, ma parlo anche delle bollette, dei fornitori, del gasolio utilizzato per il  riscaldamenti per le scuole, per rifare le strada, per la manutenzione dell’illuminazione.

Oggi  quasi la totalità di quelle somme sono vincolate in questo fondo e possono essere utilizzati per lo scopo iniziale.

Sono reintegrati, e l’Ente logicamente a bocce ferme, fuori dal clamore di queste ore, può decidere una devoluzione utilizzandoli per altre opere necessarie per il comune o per la restituzione e la chiusura di quel mutuo, in modo da non gravare sulle casse comunali e sulle tasche dei cittadini.

 Questa relazione vuole e deve rimanere una relazione asettica, con i numeri ed gli atti, non è una relazione che vuole giustificare alcuno, non è una relazione politica, ma una relazione che vuole fotografare i fatti, senza nessuna polemica.

Non è il momento delle polemiche.

Questo l’ho detto all’inizio e lo ribadisco.

Non vi nascondo che il mio stato d’animo non è sicuramente appagato, è spesso la voglia di mollare rischia di prevalere.

Passare in 17 mesi, da paese brillante, innovativo, pur con grandi problemi, come tanti altri comuni, ma dove si collaborava per far qualcosa, a paese che – nell’immaginario collettivo -sta diventando il peggio del peggio di quello che ci possa essere, ci si sta male.

E ci si sta peggio quando si è “primo cittadino” che si è speso, credetemi, per dar al paese quella “rivoluzione gentile” che voleva.

Che voleva cambiare, andare avanti, essere orgoglioso del paese che era….

Potrei dirne tante di cose politiche, di come si è arrivati qui; per quale motivi – quelli reali – ma oggi non è, almeno dal mio punto di vista, il momento delle polemiche.

La gente cerca chiarezza, e non liti.

Cerca certezze… vuole sapere, vuole sperare di trovare un punto per ripartire.

Con franchezza vi dico che se ci sono stati errori, di qualsiasi natura, è  giusto che si paghi e che si risponda mettendoci la faccia.

Ma mollare – ora – sembrerebbe un grande tradimento verso quelle tante persone che mi hanno dato fiducia.

Non sono terrorizzato di perdere il potere.

Dico questo per rispondere ad un post che forse si riferiva a me.

Chi mi conosce sa che non ho mai utilizzato il mio potere.

Sono rimasto quello di sempre.

Sono rimasto il Sindaco che riceve tutti e parla con tutti, tutti i giorni, per tutte le settimane, per tutti gli anni.

Sono il sindaco che non ha guardato a parti politiche quando gli si poneva un problema.

Sa, direi sempre rispondendo a quel post che parlava di potere, che su questo, sui problemi risolti, sulle parti politiche richiedenti,  potrei scrivere un buon libriccino.

Sono il Sindaco che quando deve dire al fornitore “non posso pagarti “, non lo manda a dire, lo riceve e si giustifica come può.

Con rispetto, comprendendo anche le sue problematiche.

Non so se tutto questo è potere.

Certo è qualcosa di straordinario, che auguro ad ognuno di Voi di provare, magari in condizioni leggermente diverse dalle mie.

E’ qualcosa di magico, poter lavorare per il proprio paese.

Dicono che dal 2008 la crisi sta annientando tutti.

Io amministro esattamente da quella data.

Ogni tanto lo dimentichiamo, come se Brolo fosse zona franca, tante sono le grida che si sono levate in questi anni riferite al dissesto presunto di quest’ente ….

Malgrado tutto con difficoltà enormi, andiamo avanti, stringiamo la cinghia, cambiamo, inventiamo, ci innoviamo, a volte, forse per la prima volta ( da sempre) siamo diventato anche il buon esempio, ma proviamo, e continuiamo a farlo, a mandare avanti la nave, con l’idea ferma che nessuna notte è cosi lunga da non farci vedere il giorno.

Io sono qui ora.

Noi siamo qui, ora,  orgogliosi di quello che facciamo, pronti a rispondere, se abbiamo sbagliato, ma non siamo gli SCHETTINO di turno, non abbandoniamo la nave per motivi di opportunità personale.

Continuiamo nel nostro percorso iniziato ormai da anni di rimettere la nave a dritta, il tempo e’ galantuomo l’ha detto lei consigliere Scaffidi …. il tempo darà le risposte ….

Certo voglio chiudere con delle scuse pubbliche, le uniche che mi sento di dare e le rivolgo ai miei Concittadini.

Da 12 mesi sono in balia dell’opposizione, le mie mattine sono dedicate alla difesa del problema del giorno, ogni mattina devo difendermi, scrivere, rispondere, contro dedurre.

Gli uffici vivono ormai per questo.

Non sto dicendo se è giusto o sbagliato.

Ci sono ruoli e compiti.. ma ci sono modi di svolgerli diversi.

Questo fa la differenza.

Per questo non mi sento comunque Custer a Little Bighorn.

Beato lui che aveva guerrieri, uomini veri come Toro Seduto, Cavallo Pazzo, Cervo Zoppo e Vecchio Orso che lo attaccavano, lo combattevano.

Uomini, capi, che avevano ideali in cui credere per lottare.

Non mi sento in un fortino.

Non mi sento accerchiato.

Credo che sia lo scotto che pago anche per qualche “no”, detto e mal digerito.

C’est la vie.

Sto solo riportando atti che tutti posso leggere, dalle denunce alla corte dei conti, all’assessorato enti locali, alla procura della repubblica, alla prefettura.

SPERO con il cuore, e non certo per fatto personale, che questa vicenda si concluda presto, e che sia l’ultima, in modo da poter ridedicare le mie forze al mio paese , a quella gente che mi ha dato fiducia .

E aggiungo ancora che come sindaco, ma soprattutto come uomo, sono capace ed ho la forza di confrontarmi, e di guardare negli occhi tutti, principalmente le mie figlie.

Un augurio che faccio sempre a tutti voi.

Salvatore Messina

Morosito