Il dramma dei lavoratori Dusty

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Morosito

In merito alla vicenda dei lavoratori Dusty licenziati, riceviamo e pubblichiamo

Cari signori,mi chiamo Laura e scrivo questa lettera per richiamare l’attenzione delle istituzioni in merito al caso Dusty.
Sono figlia di uno degli umili e precari uomini che a seguito di un licenziamento collettivo non compatibile alle leggi della costituzione, è stato sfrattato dal lavoro di una vita.
Il silenzio vige su questa faccenda ed io non ho più la forza di vedere mio padre soffrire e con gravi problemi economici.
Sfogliando la nostra costituzione ho letto il sistema di licenziamento collettivo.
La legge in tal proposito dice che : un licenziamento collettivo coinvolge una pluralità di lavoratori,un licenziamento che comporta una soppressione dei posti di lavoro conseguente a riduzione, trasformazione o cessazione di attività.
La procedura avviene attraverso una lettera tramite sindacati con scritto i motivi per i quali si ritiene di non poter evitare il licenziamento. I criteri vengono stabiliti dal seguente elenco: carichi di famiglia,anzianità di servizio ed esigenze tecno-produttive ed organizzative e soprattutto il criterio di anzianità prevede che i più giovani rientrino nella prima scelta delle persone da licenziare. Un licenziamento può diventare illegittimo se non rispecchia le norme vigenti ed a quel punto il datore deve premurarsi di riassumere e risarcire il lavoratore.
Nel caso Dusty nessun passo è stato eseguito a norma della legge di licenziamento collettivo e non è giusto. Mio padre, il sig. Torre Giovanni,anni 57 prestava servizio come netturbino dal lontano 1991.
Un uomo umile, puntuale e corretto dal punto di vista lavorativo. Vede l’entrata della Dusty nel novembre del 2011 e da lì inizia l’inferno. Retribuito solo per i primi 2 mesi,riceve in seguito solo qualche acconto e niente di più. Mio padre attende ancora un totale di 16 mesi di stipendi arretrati. A giugno del 2013 tutti i lavoratori Dusty ricevono la famosa lettera di licenziamento collettivo perché l’ azienda doveva andar via. Ma alla fine il Sindaco ha rinnovato il mandato Dusty e sono state fatte delle nuove assunzioni di personale che addirittura non avevano niente a che a fare con il suddetto lavoro.  Alla fine di tutto questi lavoratori ancora oggi dopo mesi aspettano i loro soldi e la riassunzione. Se si rivolgono al sindaco di Barcellona si sente in regola e con la coscienza a posto, nonostante la realtà dei fatti. Se vai dai sindacati ti dicono di aspettare che tutto si risolverà ma solo perchè a loro fa comodo così. Ed io mi domando in che mani sono questi poveri uomini? A chi si devono rivolgere per trovare una soluzione? Non è più storia che regge,troppi debiti accumulati senza lavorare e la dignità sotto piedi. Da figlia dico non mollare papà, fatti forza che andrà bene alla fine, mentre da spettatrice penso e dico che è arrivato il momento di un po’ giustizia, basta con le cose illegali e le raccomandazioni, basta. Papà la tua famiglia ti vuole bene e non ti abbandonerà mai,vedrai che supereremo anche questa.
Ti amo
Laura