Mutui Brolo, è fuoco incrociato

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Mercoledì 27 novembre sarà il giorno della verità per Brolo o meglio della chiarezza. Per quella data infatti sarà convocato il consiglio comunale, dopo la richiesta della minoranza, per affrontare in aula la questione dei mutui fantasma da oltre 2 milioni di euro complessivi destinati alla realizzazione del palasport e alla ristrutturazione della scuola elementare. Mutui erogati quasi per intero, ma opere mai realizzate o realizzate con altri fondi. La minoranza, in attesa del consiglio, affonda i colpi e affigge manifesti in cui chiede esplicitamente le dimissioni dell’amministrazione. Il Sindaco Salvo Messina, dal canto suo, sembra intenzionato a prendere parte al consiglio del 27 novembre dopo che la sua assenza fece saltare l’assemblea cittadina convocata per giorno 4. La Procura della Repubblica è in possesso della documentazione acquisita dalla polizia giudiziaria e anche della relazione del revisore dei conti che ha inutilmente chiesto gli atti alla Tesoreria e all’ufficio ragioneria comunale. A questo proposito il Presidente del Consiglio Maria Ricciardello ha preso atto della nota della segretaria Caliò che ha spedito in Procura la relazione del Revisore. Ma il presidente attendeva la risposta alle denunce del revisore sulla vicenda mutui e sulle presunte responsabilità dei dipendenti comunali che non hanno consentito l’accesso agli atti alla dottoressa Vinci. Per questo il Presidente Ricciardello ribadisce al segretario la sua richiesta di chiarimenti. “Nessuna caccia alle streghe – afferma il presidente Maria Ricciardello – ma se qualcuno ha sbagliato, è giusto che paghi”. All’inchiesta della Procura e al fascicolo d’indagine aperto dalla Cassa Depositi e Prestiti, si affiancano gli aspetti politici. Il capogruppo di Maggioranza Elisabetta Morini, assente nella seduta di giorno 4, non ha preso bene il rinvio del consiglio. “Il  consiglio è espressione della volontà popolare – scrive la Morini – credo che qualsiasi argomento possa essere affrontato nell’aula consiliare con il rispetto dovuto all’Istituzione che rappresenta. Pertanto, inutili rimandi sostenuti da deboli e inefficaci motivazioni non giovano ad accrescere la già scarsa e fragile fiducia nella politica e nei politici”. Una nota, quella della Morini, affidata a Facebook che somiglia tanto ad una presa di distanza nei confronti del sindaco che con la sua assenza, in virtù dell’indagine aperta dalla magistratura, non ha consentito lo svolgimento della seduta consiliare. E’ un’impressione, ma i 12 giorni che separano dal Consiglio del 27 sembrano davvero lunghi.

Morosito