Voto di scambio, assolto Bruno Mancuso

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Il giudice unico del Tribunale di Patti Ugo Molina ha assolto il senatore ed ex sindaco di Sant’Agata Militello Bruno Mancuso dall’accusa di voto di scambio. L’assoluzione è giunta con formula piena poiché il fatto non  sussiste. Mancuso era imputato, insieme ad altre nove persone, coinvolti a vario titolo, in un presunto reato di voto di scambio in occasione delle elezioni amministrative del 2009. L’ex sindaco, attuale senatore, difeso dall’avvocato Alessandro Nespola che aveva chiesto il rito abbreviato, era accusato, in particolar modo di aver barattato l’appoggio elettorale di una candidata al consiglio Antonella Librizzi, con la promessa di un posto di lavoro per il fidanzato della donna. Per questi fatti, il pubblico ministero Alessandro Lia aveva chiesto nei confronti di Mancuso otto mesi di reclusione, cinque anni di interdizione dai pubblici uffici e mille euro di ammenda. Il giudice ha però ritenuto infondate le accuse nei confronti di Mancuso, non riscontrando elementi di responsabilità del senatore nella condotta criminosa a lui ascritta e per queste ragioni ha pronunciato la sentenza di assoluzione.  L’inchiesta era partita già pochi mesi dopo la tornata elettorale del  2009 a seguito di un esposto giunto alla procura della Repubblica di Patti a firma apocrifa. Alcuni cd furono recapitati in procura con le registrazioni audio di presunte conversazioni tra vari esponenti politici. Tra queste registrazioni si sarebbe sentita la voce del padre della Librizzi che confidava a qualcuno la promessa di un posto di lavoro per il genero in cambio dell’appoggio elettorale. Sia nella fase istruttoria che in quella dibattimentale, Giuseppe Librizzi è stato più volte ascoltato, escludendo sempre un coinvolgimento diretto di Mancuso con promesse di benefit o posti di lavoro per la figlia ed il suo fidanzato, ma incappando in alcune contraddizioni che hanno indotto il Giudice a disporre la trasmissione degli atti alla procura per un eventuale reato di falsa testimonianza.  Oltre a Mancuso, giudicato come detto con il rito abbreviato, sono imputati anche l’ex consigliere comunale Aldo Reitano, il fratello Nino, ex assessore provinciale, l’ex assessore santagatese Filippo Travaglia ed altre cinque persone candidate nelle liste a sostegno di Mancuso alle elezioni 2009,  Francesco Muscarella, Valentino Cicirello, Luca Tedesco, Antonella Librizzi e Salvatore Silva. La citazione a giudizio è stata notificata anche all’imprenditore Giuseppe Carmiciano, accusato di minacce e violenza privata per aver preteso la restituzione di un certificato per conto del nipote che si era candidato nella lista del Udc. Per gli imputati il pm  notificò le citazioni dirette a giudizio, senza passare dunque dall’udienza preliminare.