Capri Leone, sequestro preventivo delle azioni Sipafer

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Il giudice per le indagini preliminari del tribunale di Patti Ines Rigoli, ha disposto il sequestro preventivo del pacchetto azionario, del valore di otto milioni di euro, della Sipafer Spa società del settore della commercializzazione di prodotti per ferramenta con sede a Rocca di Capri Leone. Il provvedimento s’inserisce nell’ambito di una fitta attività investigativa che gli inquirenti hanno messo in piedi già dallo scorso anno per ricostruire i complicati  intrecci che ruoterebbero attorno alla cessione della società stessa ad una srl. Nel fascicolo figurano undici indagati, tra Rocca di Capri Leone, Capo d’Orlando, Messina e Catania, tra cui anche professionisti del settore contabile, funzionari ed impiegati di alcuni istituti di credito. L’accusa per tutti è di truffa aggravata in concorso. In sostanza, dietro denuncia di due privati, acquirenti del pacchetto azionario posto sotto sequestro, la procura di Patti ha spulciato tra le carte del passaggio d’azienda ipotizzando una condotta finalizzata alla riappropriazione dell’impresa da parte del venditore, celata dietro il mancato rispetto degli accordi di rateizzazione del prezzo pattuito per la vendita, e l’acquisizione di una grossa quota, del valore di circa 3 milioni di euro a titolo di acconto, di cui parte in nero. L’inchiesta svelerebbe quindi un fitto scenario di movimenti societari e contabili, modifiche degli assetti dirigenziali e dei poteri amministrativi, piani finanziari, attestazioni e richieste bancarie finalizzate al blocco della divisione dei dividendi che, negli accordi, dovevano servire per finanziare la stessa operazione di vendita, allo scopo di configurare il mancato rispetto degli impegni da parte degli acquirenti, al netto dell’acconto milionario già incassato. I fatti oggetto dell’indagine riguardano, nello specifico, il periodo tra il 2010 ed il 2012, e hanno visto anche l’accesso da parte della Guardia di Finanza presso la sede dell’azienda interessata ed il sequestro di alcuni computer in uso alla ditta. Le risultanze investigative hanno quindi portato all’emissione del provvedimento di sequestro del pacchetto azionario di otto milioni di euro, mentre nei confronti degli indagati, allo stato attuale, non risulta emesso alcun provvedimento

Morosito