Cono Galipò, “a Lampedusa è come essere pompe funebri”

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“Mentre pensavamo di dare una degna sepoltura alle 350 vittime del barcone affondato la scorsa settimane e stavamo ultimando i lavori per farlo, stanotte ci è arrivata la notizia dell’arrivo di altre vittime a Lampedusa. Quelle del barcone affondato tra l’Italia e Malta. Stiamo diventando una agenzia di onoranze funebri”. E’ il drammatico racconto che Cono Galipò, amministratore delegato di “Lampedusa Accoglienza” la cooperativa che gestisce il centro di prima accoglienza nell’isola, ha fatto ai ragazzi della scuole medie di Capo d’Orlando. Un incontro svoltosi questa mattina e che l’istituto ha voluto proprio per comprendere il dramma degli immigrati. “Credo che la situazione stia sfuggendo di mano agli stessi Stati- ha proseguito Galipò- ed a Lampedusa viviamo in un clima di perenne emergenza affrontando la fatica fisica e mentale per aiutare chi arriva. E’ importante però che almeno i ragazzi delle scuole comprendano che siamo di fronte ad un fenomeno che va capito ed aiutato. Chi arriva sulle nostre coste fugge dalle guerre e dalla distruzione. E’ gente disperata che mette in gioco la propria vita con una traversata perche sa che non ha speranza rimanendo nel proprio paese di origine. Mi auguro che i bambini riflettano su un dramma che di certo non si fermerà tanto presto”.