Inchiesta Ato, sei mesi alla prescrizione

0
43

Venti giorni di tempo per depositare le memorie difensive. Poi la Procura di Patti deciderà capi di imputazione ed eventuali richieste di rinvio a giudizio per le 18 persone indagate nell’inchiesta sull’Ato Messina 1 che ieri è sfociata nella notifica di avvisi di garanzia per vertici dell’Ato e rappresentanti delle aziende che hanno svolto il servizio tra il 2005 ed il 2008.
Indagine che si chiude a pochi mesi dalla prescrizione e che mette insieme diverse posizioni: si va dall’omesso controllo dei vertici nello svolgimento del servizio, all’indizione della gara d’appalto (avvenuta precedentemente rispetto al consiglio di amministrazione indagato), alle tenute dei formulari, ad irregolarità delle aziende che componevano l’Associazione Temporanea di Imprese composta da ditte emiliane e messinesi.
Insomma un campionario vasto che potrà emergere in fase di udienza preliminare.
Poche al momento le reazioni nel mondo politico e tra le associazioni che negli ultimi anni hanno battagliato sulla gestione dei rifiuti nei 33 comuni dell’Ato 1 (ormai liquidata), tra Mistretta e Capo d’Orlando.
Laura Trifilò, avvocato di Capo d’Orlando raggiunta da avviso di garanzia nella qualità di presidente dell’Ambito territoriale dal 2006, si dice “serena e fiduciosa”. “Non ho ancora letto gli atti della Procura- afferma- e quindi non posso esprimermi sulle accuse che mi vengono contestate. Però sono convinta della correttezza del mio operato negli anni in cui sono stata presidente e con serenità, se si arriverà al processo, mi difenderò in quella sede”.
Alla base dell’inchiesta vi sarebbe anche il “Libro Bianco della Gestione dei rifiuti”  presentato da Legambiente nel quale si faceva riferimento agli aspetti che oggi la procura contesta. “Emergono- scriveva l’associazione ambientalista nel marzo del 2009- situazioni paradigmatiche meritevoli di ulteriori approfondimenti riguardo all’assegnazione ed alla gestione degli appalti di servizio, con particolare riferimento alla quantificazione del prezzo a base d’asta, agli intrecci societari, alle clausole dei Capitolati che lasciano ampi margini di discrezionalità alla stazione appaltante di modificare in corso d’opera i contenuti del servizio e quindi gli oneri a carico del gestore”.