Latitanza boss Pulizzi, due condanne

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Morosito

Cinque anni per il boss dei Mazzarroti, Tindaro Calabrese, 2 anni (pena sospesa) per l’imprenditore di Naso, Giovanni Bontempo.
Si è chiuso così, al Tribunale di Patti, il processo con rito immediato nato da uno stralcio dell’operazione Gotha 3 e che ha visto imputati i due per aver favorito la latitanza del boss di Carini (oggi pentito) Gaspare Pulizzi.
In sostanza l’accusa ha retto, rispetto alle richieste del pubblico ministero, per Calabrese, mentre si è notevolmente ridimensionata per Bontempo nei confronti del quale l’accusa aveva chiesto la condanna a 4 anni e 10 mesi.
I giudici, però hanno escluso nei suoi confronti le aggravanti mafiose lasciando solo il favoreggiamento. Decisione che verrà spiegata nelle motivazioni, il cui deposito è previsto nei prossimi tre mesi.
Secondo l’accusa nel luglio del 2007 Pulizzi (allora latitante) venne ospitato per tre giorni in un appartamento di via Pirandello insieme alla moglie ed alla figlia. Ad organizzare la vacanza sarebbe stato Tindaro Calabrese che si fece aiutare da Bontempo il quale procurò l’appartamento di un amico orlandino totalmente ignaro della reale identità del boss.
Nel corso del processo lo stesso Pulizzi (che l’anno successivo venne arrestato nel palermitano), sentito in videoconferenza, ha raccontato i particolari della vicenda.