Giampilieri, quattro anni dopo

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E’ il giorno del ricordo per Giampilieri e Scaletta Zanclea, che rivivono il dolore di quel primo ottobre del 2009.  La devastante alluvione provocò morte e distruzione nei villaggi a Sud di Messina, non solo Scaletta e Giampilieri, ma anche Altolia, Molino, Santo Stefano di Briga, Briga Superiore e Pezzolo. Una “bomba d’acqua” che fece venir già interi costoni: una valanga di fango e detriti che attraversò la vallata trascinando tutto e tutti. Fu una immane tragedia. Decine di case colpite in pieno dal fango, molta gente non riuscì a salvarsi e alla fine si contarono 37 vittime, non tutti i corpi furono recuperati. Si parlò molto delle responsabilità, di chi poteva e doveva adoperarsi per mettere in sicurezza quelle montagne con dei soldi che tra l’altro erano già stati stanziati per queste finalità. Fu uno strazio senza fine.
La Protezione civile regionale ha attuato interventi considerevoli di messa in sicurezza del territorio. Allo stato attuale sono stati impiegati quasi 200 mln di euro, con oltre l’80% dei lavori completati o in corso di completamento.
Intanto è ripreso il processo per l’accertamento delle responsabilità: sono 15 gli imputati, tra cui l’ex sindaco di Messina Giuseppe Buzzanca, il sindaco di Scaletta Zanclea Mario Briguglio, l’ex dirigente della Protezione civile regionale Salvatore Cocina, l’ex commissario straordinario del Comune di Messina Gaspare Sinatra.
Ma oggi è il giorno del dolore e del ricordo per le 37 vittime e per i 5 dispersi, Santi Bellomo, Carmela Cacciola, Ketty De Francesco, Alessandro Sturiale e Carmelo Ricciardello, l’imprenditore di Brolo per la cui scomparsa solo di recente l’assurda burocrazia ha consentito alla famiglia di avviare la procedura per la morte presunta.

Morosito