Srr, c’è chi dice no!

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Tutti i cambiamenti, anche quelli più desiderati, creano disorientamento ed hanno bisogno di un periodo di rodaggio. Così come l’ultima novità in materia di rifiuti con la costituzione della Srr Nebrodi, la nuova società, nata venerdì scorso a Sant’Agata Militello che da domani prenderà il posto dell’Ato. Proprio così, dal primo ottobre si chiude definitivamente in Sicilia l’era delle società d’ambito, i famosi Ato, da molti definiti come carrozzoni clientelari e fallimentari. Tutti i lavoratori transiteranno nelle nuova società, ed il servizio di raccolta dei rifiuti sarà gestito direttamente dai comuni che avranno la possibilità di consorziarsi tra di loro, costituendo le Aro, gli ambiti di raccolta ottimali. Già molti sindaci del territorio, hanno disposto le carte per la costituzione dei piccoli consorzi. Sono già a buon punto i comuni di Capo d’Orlando, Capri Leone, Torrenova, San Salvatore di Fitalia e Ficarra che dopo l’esame e la convergenza dei piani comunali di intervento predisporranno la gara pubblica per affidare il servizio. Sono stati mesi intensi, ricchi di incontri, trattative e polemiche ma il passaggio, dall’Ato alla Srr, imposto dal Governo regionale, non ha accontentato proprio tutti. Per il sindaco di Naso, Daniele Letizia, assente alla riunione di costituzione della Srr e per questo commissariato dalla regione, si tratta solo di un semplice cambio di sigla, si è voluto cambiare tutto per non cambiare nulla. “La mia non vuole essere una presa di posizione rispetto ai miei colleghi Sindaci, ha dichiarato Letizia ma anche in questa occasione si sarebbe potuto, tutti insieme, come abbiamo fatto per altre importanti questioni, far comprendere al governo regionale l’inutilità di queste SRR e che il Piano d’Ambito poteva essere adottato direttamente dalle ARO e, quindi, dai comuni sempre nel rispetto dei principi di adeguatezza ed efficienza. Accetto di buon grado, pertanto, conclude Letizia, il commissariamento del comune di Naso, consapevole di avere agito con coerenza contro un sistema che non mi appartiene e che, assumendomene ogni responsabilità, definisco frutto di una politica regionale malsana e disonesta nel settore dei rifiuti”.