“Ridatemi il braccio”

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Un lungo viaggio da Bologna alla Sicilia. Una valigia rubata. Sin qui nulla di strano, una storia come tante avvengono quotidianamente per chi affronta lunghi viaggi, se all’interno del bagaglio non si fosse trovato un arto artificiale.
Un braccio che la proprietaria della valigia aveva appena ritirato in una azienda specializzata in Emilia Romagna dove si era recata proprio per la protesi medica.
Protagonista della disavventura una donna di Capo d’Orlando che oltre a presentare regolare denuncia alla Polizia adesso lancia un appello affinchè il suo bagaglio possa esserle restituito.
Secondo la denuncia presentata la donna era scesa a Messina in quanto le ferrovie (in considerazione del ritardo di circa 4 ore che fatto saltare le coincidenze) hanno disposto un pullman sostitutivo per l’ultima tratta sino a Capo d’Orlando.
Poi, dover posizionato nel portabagagli la valigia con l’arto artificiale, è salita a bordo. Il mezzo, secondo quanto esposto nella denuncia alla Polizia del commissariato paladino, ha fatto sosta a Milazzo, Barcellona ed allo svincolo di Brolo prima di giungere a destinazione. E’ stato allora che la donna si è accorta della sparizione della valigia. “Erano le 2 di notte all’arrivo in stazione- racconta- ed ho pensato che magari qualcuno avesse preso il bagaglio per errore ed ho atteso 12 ore prima di presentare la denuncia, sperando che magari si facessero vivi per riconsegnarmelo.”
Naturalmente l’arto, sebbene costoso, non ha un valore commerciale e per questo la donna lancia l’appello affinchè possa essere restituito tramite la polizia o all’indirizzo che si trova in una carpetta medica all’interno della valigia.
“Capisco anche l’impressione che può fare a chi ha aperto il bagaglio la visione della protesi- dice la protagonista dell’incredibile vicenda che vuole mantenere l’anonimato- ma spero adesso che chi l’ha presa possa capire l’utilità che ha per me quell’arto artificiale”.