Operazione Campus, nuovo pronunciamento favorevole a Dino Galati

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Continua a sgretolarsi l’impianto di accusa nei confronti dell’ex consigliere provinciale Dino Galati Rando, coinvolto nei mesi scorsi nell’operazione “Campus”, una indagine relativa a presunte compravendite di esami all’Università di Messina.
Il Giudice per le Indagini Preliminari di Messina ha disposto la revoca della residuale misura
dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria, a suo tempo applicata a Dino Galati dal Tribunale per il Riesame di Messina. All’epoca era stato,  proprio il Collegio peloritano ad annullare la contestazione del reato di associazione a delinquere, e per questo, a sostituire la misura degli arresti domiciliari con quella oggi revocata al politico messinese.
Il presupposto del provvedimento di revoca, adottato dal G.i.p. messinese è stato individuato nell’assenza di esigenze cautelari, a dispetto del breve lasso di tempo trascorso, in accoglimento dell’istanza avanzata dall’avvocato difensore, Decimo Lo Presti. Nei confronti dell’ex consigliere provinciale, indagato soprattutto nella qualità di proprietario di diverse scuole provate, rimane infatti in piedi sono un capo di imputazione per un presunto millantato credito. In una intercettazione ambientale, infatti, un altro indagato tira in ballo il nome di Galati affermando di aver saputo dallo stesso che è in grado di poter ottenere favori dalla commissione di un esame di abilitazione.
“La decisione di oggi- afferma Dino Galati in una nota- rappresenta un altro importante tassello che serve a chiarire la mia posizione processuale, che difendo, fin dall’inizio, con grande impegno e onestà nel pieno rispetto dei provvedimenti giudiziari, ma con la certezza di chi, avendo sempre operato nel giusto, ne verrà a capo”.