Payroll, silenzi e mezze ammissioni

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Sono iniziati questa mattina al tribunale di Patti gli interrogatori sull’operazione “Payroll”, portata a termine venerdì scorso dai carabinieri della compagnia di Patti, sotto il coordinamento del sostituto procuratore, Rosanna Casabona. Sono stati sentiti dal Gip Giuseppa Scolaro, il promotore finanziario e mediatore creditizio, Francesco Paolo Letizia, 35 anni, di Capo d’Orlando,  attualmente agli arresti domiciliari. L’uomo, difeso dall’avvocato Alvaro Riolo, ha risposto alle domande del Gip, rigettando le accuse riguardanti l’estorsione ed il reato associativo. Alla luce di quanto emerso nel corso dell’interrogatorio, l’avvocato Riolo valuterà se presentare istanza di scarcerazione o ridimensionamento della misura cautelare allo stesso Gip che l’ha emessa oppure a tribunale del riesame di Messina. Di seguito sono stati sentiti altri due indagati, ma questi sono stati  dall’obbligo di presentarsi alla polizia giudiziaria: Antonino Befumo, 33 anni, di Sant’Agata Militello difeso dagli avvocati Massimiliano Fabio ed Achille Befumo e poi Salvatore Saffo, 63 anni, difeso dall’avvocato Massimiliano Fabio. Entrambi si sono avvalsi della facoltà di non rispondere, per cui tutto verrà rimandato ad una successiva udienza al tribunale del riesame di Messina. I reati contestati in questa operazione, sono a vario titolo, associazione a delinquere finalizzata alla truffa ai danni delle banche Unicredit e Monte dei Paschi e delle finanziarie, Agos Ducato e Consumit e poi estorsione. Le circostanze si riferiscono alla compilazione di pratiche di finanziamento presso banche e finanziarie con documenti falsi, modelli cud e buste paga. In tutto sono 16 le persone indagate, tra quelle colpite dalla misura cautelare, 7 in tutto e nove a cui è stato notificato l’avviso di garanzia.

Morosito