Caso Aias, sei indagati

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Sei avvisi di garanzia notificati ad altrettanti indagati, per l’accusa  di concussione in concorso. L’inchiesta, giunta alla sua fase conclusiva è quella relativa alla sezione Aias di Barcellona, e coinvolge politici ed ex dirigenti nazionali e regionali dell’associazione italiana assistenza spastici. I sei avvisi di garanzia sono stati notificati a Sebastiano Sanzarello, ex deputato regionale dal 96 al 2001, già  assessore regionale alla sanità nonché europarlamentare,  Natale D’Amico, assessore provinciale di Messina  fino al 2005 e referente politico di Sanzarello a Barcellona, Francesco Lo Trovato, ex presidente nazionale Aias, Giuseppe Grasso, ex commissario della sezione di Milazzo e revisore dei conti, Sergio Lo Trovato, che assunse nelle vesti di commissario la gestione della sezione di Barcellona ed il presidente del consorzio Coresi, Giovanni Di Quattro.   L’inchiesta, condotta dal Pubblico Ministero Francesco Massara e dal Procuratore Salvatore De Luca, ha fatto emergere un ampio disegno criminoso perpetrato attraverso abusi d’ufficio, minacce ed offese,  volto ad ostacolare il funzionamento dell’A.I.A.S. di Barcellona, il perfezionamento ed i rinnovi dell’autorizzazione dell’ASL di Messina per prestazione a soggetti portatori di handicap, la convenzione tra l’AIAS e l’ASL e l’emanazione dei provvedimenti dell’assessorato regionale alla sanità e della ASL di Messina che avrebbero dovuto stabilire le prestazioni massime giornaliere rimborsabili. Alla base delle accuse contro gli indagati vi sono le dichiarazioni rese dall’ex presidente della sezione Barcellonese Luigi La Rosa, che ha denunciato le pressioni subite ai suoi danni ed a quelli del vicepresidente Sebastiano Messina, e di  Pietro Arnò, poi deceduto, già direttore amministrativo dell’associazione.  Nell’ampio quadro accusatorio s’inseriscono quindi numerosi episodio denunciati da La Rosa, come ad esempio,  l’esborso di 20 mila euro durante le elezioni provinciali del 2003 quale “contributo elettorale”, attraverso i fondi dell’associazione, a favore di D’Amico. Un altro caso particolare, riguarderebbe, invece, la firma, sotto minaccia, da parte del presidente dell’Aias di un contratto di fornitura del servizio “4handy”, erogato dalla ditta facente capo a  Lo Trovato, per un canone annuo di 21 milioni di lire mentre era già in possesso di un’erogazione analoga del costo di 2 milioni.

Morosito